Coraggioso amore

Devo essere onesta, ho sempre pensato che mettere al mondo dei figli, fosse un atto di puro egoismo.

Specialmente quando leggevo un quotidiano o ascoltavo un telegiornale: ma in che mondo siamo? In che mondo li farei crescere?

Sarà per questo che sono diventata mamma: ho smesso di leggerli e ascoltarli. Io l’ho chiamata la tecnica dello struzzo.

È che volevo tanto, essere egoista, così ho giocato in difesa,: mi sono chiusa nel mio orticello e ho guardato solo quello.

Ho voluto e partorito i miei due figli, più di qualunque altra cosa al mondo.

E non tornerei indietro per nulla al mondo: quanta gioia, quanto amore, niente e nessuno mai, mi ha fatto scoppiare così il cuore.

Quel senso di colpa perché uno non mi bastava

Incinta di Mattia, già pensavo ad Amalia.

E mi sentivo in colpa, perché mi dicevo: cavolo, Fede! Hai cercato tanto Mattia, tantissimo. E ora che è arrivato finalmente, non ti basta. Vuoi già un altro figlio!

Il che vi devo confessare che, rileggendolo, mi fa pure ridere, perché è quello che dico sempre a Mattia: ti ho appena regalato un Gormita e pensi già al prossimo!

Beh, si, lo so, non è esattamente la stessa cosa.

In ogni caso, un giorno ho confessarlo questa “colpa” a una persona, che in tutta risposta mi ha detto: perché dovresti sentirti in colpa? È un atto d’amore, che male c’è?

Ecco, allora non è solo un atto egoista il mio di diventare genitore, è un atto d’amore.

La mia forza, la mia debolezza

E ora, più che mai lo so.

È un atto d’amore immenso, perché dal giorno in cui non li ho avuti più dentro di me, io sono diventata altamente vulnerabile, ma non lo sapevo.

Quando ho stretto tra le mie braccia per la prima volta i miei figli, In quel momento, in quel preciso momento, per me, in qualche modo si è radicata una convinzione, una ridicola convinzione: ora che sono mamma, che ho i miei figli, sono in quella “categoria protetta”, quella in cui: andrà tutto bene, non può essere altrimenti perché sennò come si fa? Non si può fare male a una mamma, figuriamoci ai suoi figli. Si, come se non avessi mai vissuto in questo mondo. Come fossi stata avulsa dalla realtà.

Ed è qui, in questa assurda convinzione – basta accendere la tv un secondo, prendere un quotidiano per vedere quanto sia folle anche solo pensare, figuriamoci scrivere e svelare – che mi sono resa conto che mettere al mondo dei figli è tutt’altro che un atto egoista.

E più i figli crescono, almeno per me, è più peggioro.

Loro sono la mia forza più grande, ma il mio punto più debole.

Quell’incoscienza che ci salva quando scegliamo di essere genitori

Perché è vero, si collezionano infiniti momenti speciali, infinite emozioni, ma proprio perché i miei figli sono la mia vita, ogni volta che qualcosa non va in loro o per loro, io penso di morire.

Allora, mentre fuggivo dall’idea che mettere al mondo dei figli fosse un atto egoista, non avevo messo in conto le volte in cui avrei perso dieci anni della mia vita per causa loro, banalmente per una caduta dall’altalena. Non avevo messo in conto, che ogni volta che uno di loro non sarebbe stato bene, io, in meno di dieci minuti, avrei cercato di prendere una laurea in medicina, per capire cosa avesse, anche se poi, si trattava di un raffreddore. Non avevo messo in conto, che avrei dovuto essere forte, fortissima, anche quando mi sarei sentita persa, disperata,spaventata.

Non avevo messo nemmeno in conto, che possano essere infelici, che possano diventare dei serial killer, che possano diventare adulti e chiudere ogni rapporto con me. Che possono scegliere di condividere la loro vita con persone che io non avrei scelto per loro. Che avrei sofferto come non mai, anche solo nel vederli attraversare quella frustrazione, quegli step della vita non proprio piacevoli, ma che fanno parte della loro crescita: una delusione, un amico perso perché cambia scuola…

Non avevo messo a fuoco che dal loro primo vagito, loro iniziano la LORO vita.

Ci immaginavo e ancora ci immagino, come siamo oggi: io mamma e loro i miei piccini.

Con l’immensa responsabilità di crescere, educare, amare e proteggere le persone più importanti della tua vita.

Le persone che sono e saranno.

E lasciarli essere.

No, allora forse, la mia prospettiva iniziale, non era quella giusta, ma forse, è l’esatto contrario.

È un atto di coraggioso amore.

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