Retroscena di un’ansiopatica: tranquilla a chi, scusi?

Reading Time: 2 minutes

Avrei voglia di un calcio negli stinchi, piuttosto che questa angoscia che ho sul cuore. Almeno così, un po’ di arnica sopra e tutto passa.

Si nasce come me. Si nasce e un po’ lo si diventa, se tutto intorno hai chi di ansia ci vive. Senza colpa. Perché a loro volta, avranno avuto chi di ansia viveva intorno a loro.

Sta di fatto, che non è bello per niente.

E spesso, nei momenti più critici, ci si sente terribilmente soli: ad affrontare tutto, a immaginare ogni possibile scenario, imprevisto.

Tanto poi, la vita fa come cazzo le pare, ma tu, ansiopatica come sei, non ce la fai a startene tranquilla.

E come potresti? Lo sappiamo tutti che cazzo razza di fine hanno fatto tranquillo e tranquilla.

Serena. Si, sceglieresti lei.

Anche qui, però. c’è un però: come fa un’ansiopatica a stare serena?

Che poi, sentirti dire così, stai tranquilla, stai serena, ti fa sentire anche sbagliata, inadeguata. Un po’ nevrotica.

Perché l’ansiopatica è come la favola del “al lupo al lupo”, perde credibilità, come niente.

Tanto è un tipo ansioso. Qualunque cosa accada.

E più vedi persone tutte d’un pezzo, più ti sale ansia per non essere come loro.

Ti senti sola, sbagliata, incompresa, sopraffatta. Stanca.

Perché sapeste invece, quanta sensibilità, quante energie, quante emozioni ci portiamo dentro.

Senza mascherarle: è solo questa la differenza e la nostra condanna.

Sconfiniamo totalmente nel mondo.

E ci vuole tanto coraggio e tanta forza per rientrare nei limiti.

Piccoli momenti, da custodire nel cuore. Per me sono loro, la mia arma segreta.

Già, perché la fatica più grande è conservare, proteggere ciò che si ha già. Le persone che più amiamo e che stanno intorno a noi, che costruiscono le fondamenta della nostra vita.

Piccoli momenti sereni, di quelli che pensi: ok, se muoio adesso, ho comunque avuto tutto.

Non parlo di certo di beni materiali. Che poi lo so anche io che se non dovessi picchiarmi con i conti ogni mese, sarebbe stupendo.

Se però, devo scegliere: io mi tengo le botte con i conti, ma voglio tutta la mia famiglia.

Forever and ever.

Che tutti questi momenti, quelli in cui pigeresti sul tasto PAUSE, per fermarli, goderteli più a lungo possibile, per guardarli bene, non perdere alcun dettaglio, sono quelli che ti aiutano in quegli altri momenti, che sono decisamente più numerosi. Quelli in cui pigeresti sul tasto FWD per farli passare velocissimi.

Che mi viene in mente una canzone, che a un certo punto dice così:

Ti mando un vocale

Di dieci minuti

Soltanto per dirti

Quanto sono felice

Ma quanto è puttana

Questa felicità

Che dura un minuto

Ma che botta ci dà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto