Quando “applico alla vita i puntini di sospensione (cit.)”

Dopo due settimane di incastri, attese, code per uffici e visite, oggi una di quelle giornate che, se l’avessi programmata, non sarei riuscita a fare di meglio. Una giornata da “ciambella riuscita con il buco”, da “dalle stalle alle stelle”.

L’unico impegno in programma, il tagliando pre ferie dalla pediatra. Tutto il resto è venuto da sè. Intanto c’è da dire che incimincio a sentore aria di ferie, quell’aria diversa, da routine che si ferna, da “c’è a casa papà”, da tutto è concesso per le prossime settimane. Mi piace un sacco questo momento, quello dell’attesa che precede l’arrivo imminente delle ferie. Perché poi, una volta iniziate è come la discesa delle montagne russe: bellissima, intensa, ma breve. Altrimenti detto: quando fai qualcosa che ti piace il tempo vola. Se quindi, ora c’è il count down all’inizio delle vacanze, non appena queste iniziano, via al count down del rientro e chissà perchè, questo è molto più veloce.

Vedete, sono già andata oltre! Sarà meglio ritornare sui miei passi e parlare di oggi.

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Tutto ha inizio, dicevo, con la visita dalla pediatra e soprattutto con una mamma, la mia, che sa quando ho bisogno di loro, di lei cioè e di mio papà con la sua super macchina blu. Ieri le avevo detto che oggi mi sarei arrangiata, che dopo una settimana in cui li ho arruolati a ritmo continuo, oggi davo loro tregua, ma dopo l’ennesimo messaggio “sei sicura?”, non ho resistito e quindi, eccoli arrivare sotto casa nostra alle 9.10. Al grido ironico di mio papà:” alla bisognaaa”.

Una veloce colazione al bar e poi via dalla pediatra. Mezz’ora dopo, assodato che Ami è una piccola polpetta rotonda, non facciamo tempo a uacire dal portone che mi squilla il telefono: i miei meravigliosi occhiali nuovi da vista sono pronti! Evvai! Peccato che avevo in programma di portare Mattia a tagliare i capelli, ma come potevo resistere? I miei Gucci Rosa! No, dai, Matty scusa! Tanto viene la zia a pranzo e magari ci andiamo con lei dal parrucchiere! Ok è deciso! Via, si va dall’ottico.

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Un’ora dopo, esco utta contenta con i miei nuovi occhiali, certo il mondo sembra mi caschi addosso (quando cambio le lenti mi capita sempre) e certo! Devo prendere le misure, ma mi sembra mi stiano bene. Vi dirò che ancora adesso non mi sono abituata. Ci vogliono almeno 48h, lo so.

Bene! Sono già soddisfatta della mattinata, ora possiamo tornare a casa, in bus che il nonno ha già fatto il suo per oggi. Certo tra un’ora esce la zia dall’ufficio, è vicino all’ottico, potremmo aspettarla, ma cosa facciamo nel frattempo? Il parrucchiere del nonno! Mia mamma è un genio! Mi lancia sto assist che nemmeno Ronaldo, perchè no? Vediamo se può, perchè lo so, portare un duenne a tagliare i capelli non dal barbiere insieme al papà, ma dal parrucchiere con il salone grande e super fashion (sì, mio papà si tratta bene e fa bene!) può essere un problema. Ancora una volta ci aiutano i super poteri del nonno e tra una donna con le cartine in testa, una al phon e l’altra al taglio, ci infiliamo noi. Evvai, la secoda esclamazione di giubilo e siamo solo a metà mattina. Giubilo…insomma…Per Mattia non è stato un bel momento, non voleva assolutamente farsi tagliare i capelli e come biasimarlo? Avessi io i suoi capelli. Se c’è una cosa che semza ombra di dubbio è bella in Mattia ( a livelllo estetico ), sono proprio quelli: tanti, folti, spessi e di un color biondo miele meraviglioso. Leggermente mossi sulle punte. Davvero vorrei averli io i suoi capelli! E invece no, è tutto merito del papà! Ma tanto il mio bimbo ha gli occhi “come quelli della mamma” e quindi, me ne faccio una ragione (scherzo!l). In ogni caso all’inizio proprio non voleva, era terrorizzato. Si aggrappava a me con una forza che mi stava in braccio senza che lo tenessi. Una tenerezza e una pena, ho anche pensato di lasciar perdere, ma poi si è calmato e alla fine si è fatto fare un super taglio corto. Lo so, è mio figlio, non dovrei dirlo io, ma è un gran figo!

Okey, ora salutiamo davvero i nonni e andiamo dalla zia, facciamo la spesa per il pranzo sotto casa e dopo aver cucinato alla velocità del suono, si mangia!

Suona il telefono, è Simone. Mi chiede se per caso avessi ritrovato gli occhiali da sole che sono spariti da più di due settimane. Mi sento colpevole, so che li ho infilati da qualche parte mentre ero alle prese con mille altre faccende, ma non ricordo dove. Chiudo la chiamata ripromettendomi di cercarli, dovessi buttare all’aria tutta la casa. Sì, ma non oggi. Così pesavo, perché esattamente cinque minuti dopo, mettendo via la borsa frigo, sento qualcosa nella tasca davanti, indovinate? Sì, loro! Gli occhiali. Sono incredula, uno perché non è possibile che dopo due settimane io li abbia ritrovati così. Due perché mi domando come caspita mi sia venuto in mente di metterli nella borsa frigo!

In ogni caso: evvaaiii! Il terzo della giornata. E’ pazzesco, quando capitano giornate come queste, forse dovrei giocarmi pure qualche numero, perché sono davvero giornate incredibili, l’esatto opposto di quelle in cui di prefiggi di fare mille cose e non te ne va bene una.

Okey, che si fa oggi pomeriggio? Due chiacchiere con mia sorella davanti a una tazza di tè, mentre Mattia dorme (sì, oggi è successo pure questo, miracolo!).

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Simo è uscito presto dall’ufficio, così propongo: aperitivo alla Marina di Sestri Ponente? Sì, ma prima passiamo da Toys.
Risultato: sempre perché si respira aria di vacanza dove tutto è concesso, Mattia esce dal negozio con circa dodici mila macchinine. Amalia vince uno specchio della Chicco che raffigura Biancaneve, si illumina e suona (vi giuro è bellissimo, piace un sacco anche a me!) e una paperella viola per il bagnetto. Direi che questo “Evvvaaai” se lo è aggiudicato alla grande Mattia.

Possiamo procedere, destinazione Marina di Sestri Ponente. E’ un porticciolo adiacente all’aeroporto di Genova. La mia città è così, vi ricordate? Sta tutta sul palmo di una mano (vedi qui). La cosa meravigliosa è che tu puoi trovarti al mare, guardando i monti.  E’ tutto lì. Sembra un dipinto. Mi piace molto andare lì, ci sono moltissime barche a vela e yatch che ti fanno sognare di scappare in mezzo al mare, ci sono per lo più bar e ristoranti dove ci si può concedere un pranzo, una cena e come nel nostro caso, anche un aperitivo.

Mattia si diverte molto lì, guarda “le barche”, rincorre i piccioni e i gabbiani (rischio di volare in acqua altissimo) e ammira il mare. Cerca i pesci, ma vaglielo a spiegare che nel porto più che di pesci si parla di mutanti.

Uno spritz (Simone) e due codini dopo (mia sorella ed io), patatine, crocchette di patate e pop corn (Mattia) dopo, siamo pronti a ripartire alla volta di casa, non prima di aver immortalato questo momento e questo posto con tanti scatti rubati e dichiarati.

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Insomma, magari a voi non sarà sembrata una giornata pazzesca, ma per me questa giornata è stata senza pensieri, non ho dovuto arrovellarmi il cervello alla ricerca di soluzioni ed incastri, sono oro che sono venuti da me. Sono stata con la ia famiglia, con mia sorella, ho comprato qualcosa per me e tante cosina per i miei figli. Credo che, come capitano le giornate di pessimismo e fastidio, vadano anche raccontate le giornate come quelle di oggi, semplici, ma non scontate. L’ennesimo dono.

E io sono grata.

Ah, arrivata a casa, spinta da questa onda di positività, mi sono connessa al sito inps…. non ci crederete, almeno io non ci credo ancora adesso, ma la mia pratica per gli assegni familiari è stata lavorata e accolta (vedi qui).

Penso a una canzone: “Altrove” di Morgan…vado a letto canticchiando…

Ho deciso  di perdermi nel mondo anche se sprofondo lascio che le cose mi portino altrove non importa dove non importa dove……

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