E poi ti svegli in una di quelle giornate che pensi: ma perché? Vorresti solo un letto, un libro, un telecomando, zero pensieri. Magari dormire. Di quelle giornate in cui la sera prima sei andata a letto Cenerentola e la mattina ti sei svegliata Hulk. Reazione assurde con chiunque complichi la tua esistenza, nel mio caso, i miei figli. Mamma, mamma, mamma, mamma… e tu vorresti solo il silenzio. Perché hai già troppo rumore in testa, le tue paturnie stanno facendo colazione. Belle cariche! I miei figli, povere stelle, cosa

Quando penso agli anni 80, penso alla mia infanzia, penso alla bellissima colonna sonora di quel periodo della mia vita, (ma anche di oggi), una colonna sonora pazzesca. Madonna, Michael Jackson, gli Wham, insomma icone vere e proprie che, secondo il mio modesto parere, sono difficilmente imitabili. Penso alle musicassette e alla matita che usavo per riavvolgerle. Penso alle compilation che mia mamma faceva registrando le canzoni dalla radio, quasi sempre intervallate da un pezzo in cui si sentiva ancora la voce del dee jay, perchè non era riuscita a

Qualche giorno fa, mi ritrovavo a dover gestire l’ennesima crisi di pianto di Amalia. Non ricordo quale fosse il motivo per cui si fosse arrabbiata, sta di fatto che se ne stava seduta per terra a urlare e piangere. Il caldo di questi giorni, la pazienza che a metà giornata era già al livello limite, ecco me ne sono andata in cucina a finire le mie faccende, lasciandola alla sua disperazione. Poi mi si è accesa una lampadina. Anzi, come quando si riavvolgevano le videocassette per tornare a un punto

Se vi capitasse di incrociarmi per strada e di osservarmi, notereste che indosso pochi gioielli. No, non è perché non mi piacciano. Anzi. È che amo indossare qualcosa che per me rappresenti davvero un momento, un evento, un’emozione importante della mia vita. Osservando i gioielli che indosso, quindi, capireste un bel pó di cose di me. La prima di tutte? Che sono impegnata. Indosso solo due anelli, uno all’anulare destro (regola dei miei a 14 anni) e l’altro all’anulare sinistro, indovinate un po’ di quale si tratta (si, c’entra Simone).

Quando ho partorito Mattia, me lo ricordo come fosse oggi, subito dopo mi sentivo una leonessa, carica come una sveglia, fiera e sicura di poter conquistare il mondo. Non sto esagerando, mi sentivo davvero Wonder. Invincibile. Ecco, la parola più adatta a descrivere il mio stato d’animo in quel momento. Non sapevo ancora, invece, che stavo per diventare vulnerabile. Non una, ben due volte. Una con il nome di Mattia e l’altra, con quello di Amalia. Si, perché loro due, sono la mia gioia più grande, il mio ossigeno, il

Il profumo del caffè che ti solletica le narici. Il mio risveglio per 33 anni. Ed è subito sapore di casa, di caffè latte e biscotti, oppure pane. Ritorno prima bambina e poi, ragazzina. La colazione: il momento della giornata che preferisco. Se non ho il tempo di assaporarmela, piuttosto non la faccio. Eppure io non amo il caffè. Ma vedete, quel profumo di caffè che mi ha svegliato per anni la mattina, è irresistibile. Mio papà è uno di quelli da scodellone di latte e caffè. Ogni mattina, quando

Quando siamo bambine, fare la mamma è un gioco da ragazze. Ah! La nostra bambola bellissima. La pettiniamo e lei sta lì, ferma, e sorride. La vestiamo e lei sta lì, sempre sorridente, contenta di indossare qualsiasi vestito decidiamo di metterle. È sempre pronta a venire con noi, ovunque vogliamo. Mai un No, un non voglio, un non mi piace. Ci lascia cucinare prelibatezze in pace senza arrampicarsi sui fornelli, ci lascia correre a fare la pipì senza seguirci. Ci lascia il tempo per distrarci e farci i fatti nostri:

Eppure, aiutami a fare da solo, è una grande verità. È una genialata! Ho sempre pensato che quando diventiamo mamme, i nostri figli si dimenticano le istruzioni dentro la nostra pancia, ma il giorno in cui ho letto questa frase, ho capito che forse, mi sbagliavo, perché per me questa è la regola base per tutto. La mia bussola. Anche se, non sempre è facile da seguire. Perché in effetti, rimanere spettatori, mentre i nostri figli imparano, sperimentano, dando loro la fiducia di farcela, non è così semplice e non

La mastite no, non l’avevo considerata. Soprattutto a quasi cinque mesi dalla fine del mio allattamento con Amalia. No, non l’avevo mai presa in considerazione nè come possibilità mentre allattavo, tantomeno ora. E non avevo capito, quindi, quanto fosse dolorosa e spaventosa. Almeno, lo è stata per me. Ho iniziato a stare male venerdì e oggi, dopo quasi quattro giorni, un giro al pronto e la prima di sette punture di un antibiotico bomba, inizio a vedere miglioramenti. Ecco, in questi giorni quasi surreali, ho disattivato la modalità mamma. Non

Sono nata strabica. Un piccolo difetto di fabbrica che, alla fine è diventato il mio segno distintivo. Trasformare un difetto in un punto di forza. Non è facile, nemmeno impossibile. Nessuno è perfetto, si sa. La crudeltà dei bambini, che poi è solo il loro modo di vedere la realtà senza filtri, è una buona palestra, per imparare a farlo. Ma non basta, ci vuole dietro una mamma e un papà che ogni giorno ti dimostrano che ti amano così come sei, proprio per come sei. Io li ho. Essere

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