Una nostalgia della nostalgia di ciò che è e poi, non sarà più

In questi giorni, mi capita spesso di fermarmi un attimo a guardare i miei figli, di nascosto, mentre giocano tra di loro, mentre si relazionano con il mondo. Come un fermo immagine.

Li osservo e mi scende una lacrima, piccola, piccolissima, quasi impercettibile a chi mi sta vicino. Eppure sul mio viso pesa così tanto.

È la malinconia, la nostalgia di un tempo che scorre così veloce e di loro che cambiano, crescono ancora più velocemente.

Quando erano più piccoli, ne venivo sopraffatta spesso: era una nostalgia della nostalgia che chissà come mi prenderà quando loro non saranno più così piccolini.

Ora che neonati non sono più, sempre sento la nostalgia di quei giorni, del portare con la fascia, di quel culetto paffuto dentro al pannolino, delle loro manine sul mio seno mentre li allattavo. Dei primi sorrisi. Dei nostri momenti esclusivi, di quei ricordi che gelosamente custodisco nel cuore e che spero, anche loro conservino.

E poi, insieme, a essa, c’è  di nuovo quella nostalgia della nostalgia che mi prenderà quando non andranno più all’asilo, ma andranno a scuola.

Essere genitore: accompagnare verso la propria strada i propri figli

Mi devo rassegnare.

Sarà sempre così: una nostalgia della nostalgia di ciò che è e poi, non sarà più.

Ed è davvero struggente perché allo stesso tempo, sei tu, genitore, che li accompagni verso quella crescita che tanto ti fa piccolo il cuore.

Che tanto ti rende orgogliosa di loro.

E nel percorso ci metti dentro tanti momenti speciali, magari semplici semplicissimi come un gelato e tante risate in un pomeriggio qualsiasi di un maggio che sembra novembre.

Come il primo marron glacé fatto assaggiare a Mattia, nella via più bella (per me) di Genova, via Garibaldi.

Lo so, ognuno di noi registra nel cuore ciò che più lo impressiona, magari i miei figli ricorderanno momenti che io invece, scorderò. Oppure ne ricorderemo insieme altri.

Io so solo che li conservo tutti nel mio cuore, che ogni tanto li prendo, li accarezzo.

E quando chiudo gli occhi, con le lacrime calde che mi scendono sul viso, mi ripeto una frase che Mattia ultimamente mi ripete spesso: questo è davvero un bel ricordo, mamma.

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