E invece no! Faccio come voglio io! I quattro anni e la definizione del senso di Sè

Non si era detto che l’adolescenza si colloca intorno ai 13 anni?

Le risposte insolenti, il fare sempre e solo di testa propria, senza mai ascoltare mamma e papà. Il mettere in discussione le loro richieste…

No, perché deve esserci un errore o, probabilmente, non avevo capito io.

E invece no! Faccio come dico io!

Questa è il liet motiv delle nostre ultime settimane, mio figlio 4 anni di ometto.

La gioventù d’oggi è avanti. Così avanti?

Si, ecco bene, allora mi pongo alcune domande, tipo:

Ma a 13 anni cosa mi dirà?

Sto facendo qualcosa che non va?

Passiamo subito alla seconda, perché la risposta alla prima domanda, direi, è decisamente propedeutica a questa.

Sto facendo bene?

Una domanda più semplice?

Non lo so, l’unica risposta che esce.

È che prima di diventare madre, quando ti trovavi in presenza di genitori e figli con atteggiamenti “ribelli”, pensavi: ah se mai mio figlio fará così….

Si, invece farà proprio così e la prima volta, ti trovi proprio spiazzata. E di sicuro, qualche altro futuro genitore vi guarderà pensando che mio figlio mai.

È una fase di crescita, è tutto normale

“Quella stupida” detto tra sè e sè, di un quattrenne arrrabbiato con la “stupida”mamma, vi lascerà impietrite.

Un rapido riepilogo mentale: dove lo avrà sentito?

Perché, ve lo dico sinceramente, nel mio caso, mi sarei stupita meno avesse detto quella stronza, perché lo ammetto, a volte ahimè mi sfugge. Stupido/a mai.

L’asilo?

Alla fine, però, pensi che poco importa dove lo abbia appreso, importa invece, che lo abbia saputo contestualizzare molto bene e che il tuo piccolo ragazzino stia crescendo, stia prendendo consapevolezza di Sè, del fatto che è altro da te. Una persona che sta scrivendo i primi capitoli delle sue teorie sulla vita. Proprio grazie all’asilo, sta imparando che possono esserci altri valori e altre opinioni, oltre a quelle di mamma e papà. Attraverso il confronto con gli amichetti, lui scopre nuove realtà.

La sua insolenza, la sua risposta simil adolescenziale, allora, è un modo per mettere alla prova l’autorità e scoprire i limiti della sua indipendenza.

Fino dove posso arrivare?

Come fare a gestire questa fase?

Perfetto, abbiamo stabilito che è normale, che si tratta di una normalissima fase di crescita, ma resta una domanda:

Come posso fargli capire che c’è un modo meno insolente e prepotente di far valere se stessi, alla base del quale vi è il rispetto? Che non sempre è possibile fare come si vuole?

I bambini a questa età apprendono dall’imitazione e qui, torniamo al discorso del buon esempio, in primis. Facciamo noi per primi ciò che vorremmo nostro figlio imparasse.

Mettiamoci nei suoi panni, immedesimiamoci nel suo punto di vista e sentiamo insieme a lui la sua frustrazione nel sentirsi dire no, non lo puoi fare. A quel punto aiutiamolo a gestire la frustrazione, spiegandogli anche che noi capiamo come si sente, ma che non sempre si può fare come si vuole.

Eppure a volte la pazienza scappa, eppure a volte il tono si alza, eppure a volte siamo talmente esasperati e frustrati noi per primi, che diventa davvero difficile.

Lo so…. nessuno ha mai detto che essere genitori sia facile.

Si fa del proprio meglio, sapendo che si può sempre fare di meglio.

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