Due passi indietro e poi, salta più lontano che puoi

Accarezzandomi il pancione, ho passato diversi momenti a immaginarmi come madre: buona, cattiva, severa, dolce, sarò all’altezza, sarò capace..e se succede questo e se succede quello..sarò una mamma sufficientemente buona?

La realtà dei fatti poi, mi ha messo davanti a quel famoso istinto materno, quel super potere che pensi sia una leggenda, quella che pensi abbiano inventato per rassicurare ogni neo mamma e poi scopri che, caspita, se invece esiste.

Prima di diventare mamma, se mi aveste chiesto: “hey Fede, secondo te, ho la febbre? “, le avrei provate tutte: bacio sulla fronte, fronte contro fronte e nemmeno se aveste avuto 40 di febbre, me ne sarei accorta.

Così è ancora oggi, tranne che con i miei figli. Con loro, mi basta guardarli e sentire il tocco della loro mano sul mio braccio. A volte addirittura, la sento prima ancora che si palesi. Molti di voi penseranno che in quesi casi semplicemente me la stia gufando, un clamoroso autogol che fa sempre inorridire Simone. Questa cosa, quella del sentire prima che accada, mi ha sempre lasciato a bocca aperta.

E’ istinto materno e di esempi anche più felici di questo, ne avrei tanti.

Insieme all’istinto materno, o forse è il rovescio della stessa medaglia, quando metti al mondo dei figli, improvvisamente scopri che la tua felicità e la loro felicità. Vuoi solo che siano sereni, che stiano in salute e quando pensi a tutte queste cose rivolte su te stessa, sai che vuoi le stesse cose anche per te, perché li vuoi vedere crescere, vuoi esserci sempre e tra le tue paure più grandi, c’è proprio questa: vederli crescere, diventare grandi. Tu li vuoi vedere adulti.

Insomma, accarezzando quel pancione, ho provato milioni di volte a immaginarmi tutti i possibile se e ma…

Cosa davvero ridicola, se ci penso bene, perché mai come oggi, ho capito che puoi provare a prevedere tutti i se e i ma del mondo, ma ce ne sarà sempre uno che potrebbe sfuggirti...per esempio, una pandemia.

Voi ci avreste mai pensato? Io decisamente no.

Così se già da quando diventi madre la paura di morire e della morte si è amplificata a mille, con questo nuovo “bonus Covid”, diciamo che ha subito un’impennata. Ecco lì, visto? Bella fregatura, ma poi pensi: e le madri che hanno vissuto la guerra? Non è di certo una bella consolazione, lo so.

All’improvviso, comunque, succede che tutto ciò che prima era scontato, anche un pò scocciante a volte, diventa aleatorio; ti svegli una mattina e non sai più niente: tutte quelle piccole certezze che ti eri portata dietro a fatica negli anni, si sgretolano. Non svaniscono solo per te, ma per tutto il mondo.

Guardi i tuoi figli e per un attimo, pensi: non è giusto. Io per voi avevo immaginato cose diverse.

La nostra vita è cambiata: ora davvero mio malgrado, si vive alla giornata, con il volto coperto da mascherine, il nostro profumo è quello disinfettante gel, altro che Chanel n.ro 5.

Non si sa se domani la scuola sarà aperta o se è questione di giorni e di nuovo ci chiuderanno in casa. Parole come coprifuoco sono all’ordine del giorno.

Mamma andiamo a casa di N.? Amore non possiamo.

Mamma ci facciamo uno dei nostri giretti sul bus? Mi mancano. Meglio di no, amore, ma torneremo a farli…

Impossibile sfuggire allo sconforto: i nostri figli hanno diritto all’innocenza della loro età, a correre spensierati insieme ad altri bambini, a condividere giochi, la merenda; hanno diritto all’istruzione, hanno diritto di mostrare il loro sorriso, di far sentire chiaro e forte il suono delle loro risate cristalline.

Invece, dobbiamo tappargli la bocca, con mascherine colorate.

Così ora accarezzo la testa dei miei figli ponendomi ancora le stesse domande di quando avevo il pancione e la notte sempre più spesso mi sveglio per guardarli dormire, piena di pensieri, preoccupazioni, dubbi, domande e paure.

Alla fine però, la situazione è questa e per quanto sia davvero difficile, sono fortemente e totalmente convinta che mantenere i colori in questo paesaggio grigio, sia un compito a cui siamo chiamati noi genitori. Che noi, per primi, dobbiamo smetterla di guardarli con compassione, immaginando ciò che poteva essere e invece non è.

Soprattutto, non voglio che le mie paure, le mie preoccupazioni diventino le loro. I bambini hanno risorse incredibili, una capacità di adattamento meravigliosa, una fiducia incredibile e commovente in chi li ama e dentro i cui occhi si rispecchiano.

Perchè ho una sola certezza: cercherò sempre di mostrare loro che anche la situazione più grigia, triste e brutta, può in qualche modo insegnarci qualcosa, portarci nuove occasioni, nuove abitudini.

Ci può portare a fare quel passo indietro che serve a prendere la rincorsa per saltare ancora più lontano.

Ed è queso l’insegnamento migliore che posso dare loro.

No, non dico che ia facile, ma io dico che vale la pena provarci.

Sempre.

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