Ventiquattro giorni prima di Natale con il nostro amico elfo Jules

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Novembre è quasi finito, dicembre è alle porte e da qualche giorno, è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia: un mese esatto a Natale.

I ventiquattro giorni prima di Natale: il periodo dell’anno che adoro, perché sa di famiglia, di tradizione, di pandoro, di torrone, di regali da fare e spacchettare. ma soprattutto di meravigliosa, luminosa, colorata attesa.

Si, insomma, siamo entrati in quel periodo dell’anno in cui tutto si fa come ogni giorno, ma con un’atmosfera diversa.

Inutile che vi dica che amo questo periodo da sempre, ma che da quando sono mamma, è diventato in assoluto ancora più magico.

Natale con i miei figli: vecchie e nuove tradizioni

Tutto, è per loro, i miei figli. E così, riscopro la magia della mia infanzia insieme alla loro. E così, mi ritrovo a credere che Babbo Natale esista.

La tradizione del Natale, per me è importante. Io ricordo ancora come fosse ieri, le mie mattine a scartare regali, – (che poi, a essere sinceri erano più le notti, intorno alle 4 circa, quando dopo aver resistito più che potevo, scaraventavo tutta la famiglia giù dal letto sorella) – , i pranzi a casa dei miei zii.

Sono radici, a cui sono ancorata, anche se crescendo, i pranzi sono cambiati sino ad arrivare a oggi, quelli con la mia famiglia.

Mettere questa radice anche nel cuore dei miei figli per me è una speranza, così cerco di tramandare i valori e le tradizioni che i miei hanno trasmesso a me, e al contempo, insieme alla mia famiglia, ne creiamo di nuove.

Ogni anno, per esempio, da quando Simo ed io abbiamo iniziato a convivere, compriamo un addobbo nuovo per il nostro albero, che facciamo rigorosamente l’8 dicembre, con colonna sonora by Bill Cosby, Frank Sinatra e sì, by “l’immancabile Michael Bublè”. Immancabile la capanna per il presepe, costruita da nonno Paolo che custodiamo come un tesoro prezioso.

Il mio nome è Jules e sono uno degli elfi di Babbo Natale

Ecco qui, una tradizione nuova, nuovissima, introdotta a casa nostra da due anni, questo è il terzo: L’elfo di Babbo Natale. L’ho chiamato Jules e il primo dicembre, arriverà a casa nostra come ogni anno.

La versione più famosa di questo elfo e da cui ho preso spunto, – non mi prendo di certo il merito di questa idea tutta made USA e che, come è ovvio, trovo bellissima – , è quella del libro “The Elf on the Shelf, A Christmas Tradition“, scritto nel 2005 da Carol Aebersold e sua figlia Chanda Bell, e illustrato da Coë Steinwart.

Cosa succederà dunque, il primo dicembre?

Jules arriverà a casa nostra con un biglietto di presentazione per i miei bimbi e starà con noi sino a Natale. Attenzione però, perché di giorno sembrerà un semplicissimo pupazzo, ma la notte Jules si animerà e correrà da Babbo Natale per raccontare quanto accaduto durante la giornata.

Ecco perché ogni mattina al loro risveglio, i miei bimbi lo troveranno in posti diversi: a volte si nasconderà per bene e bisognerà impegnarsi per trovarlo, altre invece, farà qualche dispetto, altre ancora porterà un dolcetto..

Insomma il bello del gioco è proprio questo: inventarsi ogni volta situazioni nuove e vedere i miei figli gioire e ridere delle avventure del loro elfetto.

Una sola regola importante

C’è solo una regola, imprescindibile, che deve essere assolutamente rispettata: NON BISOGNA MAI TOCCARE JULES, altrimenti perderà la sua magia e non potrà più tornare da Babbo Natale, condannato a restare per sempre un pupazzo.

Ammetto che forse, mi diverto più io a fare gli scherzetti.

A questo proposito, curiosando sul web, ho trovato tantissime idee, così ho deciso di condividerne qualcuna con voi, quelle che mi hanno fatto ridere di più.

Ne metto solo alcuni, in realtà sono tantissimi!

Ora, non mi resta che aspettare dicembre!

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