La verità è che la via di mezzo è quasi sempre la via migliore

La verità è che la via di mezzo è quasi sempre la via migliore, ma che si fa se si è una di quelle persone bianco o nero e le sfumature lasciamole ad altri?

Già, che si fa?

Ve lo dico io che si fa: a un certo punto, quando qualche capello bianco in più ti spunta, quando hai sbattuto più volte la faccia contro la tua rigidità, sporcandotela una volta di bianco, una volta di nero, ecco succede che un po’ impari, impari a capire che davvero la via di mezzo, il compromesso a volte è la soluzione.

A essere onesta, io credo di averlo imparato diventando madre.

Da quel giorno, tutto è cambiato. Tutto si è tinto dei colori più belli del mondo, tutto si è magicamente incasinato.

Mica l’ho imparato subito, anzi, vi dirò che per prima cosa, mi sono irrigidita ancora di più sulla mia totale assenza di sfumature.

Tutto per loro. Solo per loro.

Compresa me stessa.

Che è la cosa più naturale del mondo.

Che è la cosa più giusta del mondo.

Sino a un certo punto.

Sino a quando, loro, i miei figli hanno incominciato ad affacciarsi davvero sul mondo.

Per me, quel momento è coinciso con l’inizio della scuola materna.

Per me quella era l’età giusta perchè loro potessero iniziare a stare un po’ senza la mamma. E la mamma un po’ senza di loro.

Mica facile eh… imbrigliata dentro al sarà davvero giusto oppure no, tra una lacrima e un sorriso, guardandoli crescere sempre con la loro mano tra le mie, ho imparato.

Ho imparato che non sempre la quantità di tempo trascorso con i miei figli, corrisponde ad altrettanta qualità.

Ho imparato che concedergli e concedermi dello spazio al di fuori di “noi e solo noi” faceva bene a entrambi. Ho scoperto la gioia immensa del riabbracciarsi dopo qualche ora. Quella che ti consente di cogliere e assaporare momenti, emozioni e gesti che senza quella piccola separazione, non avresti vissuto.

Ho però, anche imparato quanto sia difficile, dover rinunciare a una parte di questo tempo con loro, per andare a lavorare, per esempio. Quando insomma, il gioco si fa più duro.

Eppure, riprendendo in mano quella parte della mia vita che mi riguardava anche prima di essere madre, ho però, anche capito quanto sia importante mantenerla, quanto sia importante tenere un pezzettino di se stesse tutta per sè. E di come manca, quando quel pezzettino non si riesce a trovare.

È inutile, amici miei, la vita è così: non smette mai di insegnarti qualcosa, lo fa dall’inzio, da quel primo vaghito che emettiamo quando veniamo al mondo, quando impariamo che no, non siamo destinati a starcene chiusi al calduccio nella pancia della mamma e quel cordone viene tagliato. Eppure poi, impariamo anche che quello stesso cordone, forse non si reciderà mai, perché la mamma è la mamma.

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