Quel profumo di caffè

Il profumo del caffè che ti solletica le narici. Il mio risveglio per 33 anni.

Ed è subito sapore di casa, di caffè latte e biscotti, oppure pane.

Ritorno prima bambina e poi, ragazzina.

La colazione: il momento della giornata che preferisco. Se non ho il tempo di assaporarmela, piuttosto non la faccio.

Eppure io non amo il caffè.

Ma vedete, quel profumo di caffè che mi ha svegliato per anni la mattina, è irresistibile.

Mio papà è uno di quelli da scodellone di latte e caffè. Ogni mattina, quando vivevo con i miei, appena sveglia venivo avvolta da questo profumo, con gli occhi ancora chiusi correvo in cucina e via, pronta a bermi la mia scodellona di caffè latte.

La ritualità di un gesto, quanto è rassicurante?

Quella sensazione lì, di famiglia, non la riesco a ritrovare in nessuna delle mie colazioni fatte in casa. Forse come madre, posso sperare di trasmetterla ai miei figli, ma come figlia io la ritrovo solo nelle colazioni a casa dei miei.

Come oggi, siamo in campagna da qualche giorno, Simo, i bimbi, mi sorella e mio papà.

Così ecco che sono due giorni che vengo svegliata da questo profumino e il meraviglioso pensiero che, se mi alzo e scendo in cucina, troverò la colazione pronta, mio papà a brontolare e un gran chiasso.

È pazzesco: puoi avere 40 anni suonati, una famiglia tua, eppure resti figlia, con una voglia pazzesca di tornare a sentire quel calore, che solo tu, tua sorella, tua mamma e tuo papà, potete riconoscere.

Ed è quando faccio questi pensieri, quando ho la fortuna di ritrovarmi per qualche tempo sotto lo stesso tetto con i miei, che penso che loro abbiano fatto un lavoro meraviglioso con me.

Essere genitori, lo sappiamo, non è una passeggiata, e se hai fatto bene il tuo dovere, lo puoi scoprire a posteriori o forse mai.

Beh, io posso dire ai miei che loro sono i genitori migliori del mondo.

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