Vi sarà capitato tante volte: siete al parco, i vostri figli giocano tranquilli, fino a quando arriva un altro bimbo che vuole la macchinina abbandonata lì per terra da uno di loro. Non appena quella manina “sconosciuta” si posa sul giocattolo inutilizzato, l’apocalisse; urla, pianti e infine, la famosa frase: è mia! Da parte nostra, dei genitori intendo, si fanno alcuni tentativi di convincimento, del tipo “dai amore fai giocare il bimbo, tu l’hai sempre, lui no. Ci gioca un pochino e te la rida. Anche tu stai giocando con

Da marzo non ho più un lavoro. Dal 31 marzo 2017 sono mamma a tempo pieno, lavoratrice in stand by. Sino a settembre. Cioè sino a domani. Secondo i piani infatti, da domani inizia l’ora X, aggiornare il CV e iniziare a cercare lavoro. Part-Time 4/5 ore, la mattina. Comprare un biglietto alla lotteria e vincere. Suonano allo stesso modo vero? Eppure da sognatrice cronica e incallita, ho visto e vedo ancora nella decisione presa qualche mese fa (forzata da una ristrutturazione interna della mia ex azienda), un’opportunità di ridisegnare

Okey. Direi che oramai vi è chiaro: le nostre vacanze sono finite. Da due giorni siamo in città e poco alla volta, ci stiamo riabituando ai suoi ritmi. Ammetto però, di riguardare con nostalgia tutte le foto (non vi dico quante!) che ho scattato durante queste tre settimane. Per questo quando Marina, il mio “boss” su Mamma Aiuta Mamma, nonché dolcissima mamma, mi ha invitata a partecipare a questo gioco, l’ho fatto molto volentieri. Ho chiuso gli occhi ( in realtà li ho riaperti dopo essermi addormentata con i MiniMe

C’è un giorno che  anticipa il gusto amaro del lunedì mattina: la domenica pomeriggio. Se poi, si tratta della domenica del rientro da tre settimane di ferie, è anche peggio. Con la testa non sei più in vacanza, con il cuore lo sei, ma ti viene tristezza. Insomma non te la godi per niente. Ovunque tu ti trova, senti che L pacchia è finita, quindi qualunque cosa tu faccia in quella giornata, ha un sapore un po’ amaro. Così, come si fa con i cerotti, via senza pensarci: strappare decisi.

Che se ne dica, ma anche la mamma più dedita ai propri figli, quella votata a loro sempre e comunque, in cuor suo, in alcuni momenti (nemmeno pochi), ha una voglia incredibile di farsi i fatti suoi. In silenzio, in isolamento totale (in genere si immagina un atollo in mezzo all’Oceano), con un letto gigante, senza nessuno e sottolineo nessuno, che la chiami 489765433 volte. Se non avete il coraggio di uscire allo scoperto e di presentare al mondo, nudo e crudo, “L’egoismo di una mamma”, io invece ce l’ho:

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