Dormire con i propri figli: cosleeping sì, cosleeping no?

Dormirà nella sua cameretta, quella che gli abbiamo preparato con tanto amore.

Certo.

Magari qualcuna ci riesce, ma se siete come me, credo che quella sopra, sia stata una frase vuota, detta prima di diventare mamma, detta prima di sentire quel meraviglioso profumo di neonatino, di aver passato notti insonni per i continui risvegli, prima di aver provato quella paura: e se mentre dormo non respira, ha un rigurgito….

Non tutte se la sentono, non tutte riescono a dormire con i loro figli nel letto: per paura di schiacciarlo, per paura di fargli male. O, semplicemente, perché il papà non è d’accordo.

Per altre invece, avviene in modo naturale. Per me, ad esempio, è stato così. Le prime notti, quelle in cui pensavo: dormirà nella sua culla”, venivo svegliata più volte e, mentre lo allattavo, mi addormentavo.

Allora, ho pensato: perché no?

Lui dorme e si nutre quando vuole e io riposo quel tanto che mi serve per non impazzire.

Io devo dormire la notte. Non connetto altrimenti.

Da lì, siamo arrivati a sua sorella, con cui abbiamo iniziato a dormire insieme già nel letto dell’ospedale: facevamo impazzire le infermiere che temevano mi sarebbe caduta dal letto. Invece no, perché subentra una sorta d’istinto anti caduta, anti schiacciamento. Un incastro perfetto in stile puzzle.

Da lì, siamo arrivati a oggi: quattro anni e più di cosleeping (si, ha pure un nome cool questa cosa del dormire insieme). Del resto, se ci pensate, è qualcosa che gli animali fanno da sempre.

I bimbi crescono, il letto di mamma e papà no. E poi, arriva un momento in cui è giusto recuperare un po’ di spazio, anche per la coppia.

Magari se ognuno dorme nel proprio lettino, riposiamo meglio

Negli ultimi mesi, allora, è iniziata per noi, la fase del “magari se ognuno dorme nel proprio lettino, riposiamo meglio”.

Cosi abbiamo iniziato a muoverci in quella direzione.

Primo passo: rendere accattivante la cameretta.

La nostra è una camera piccola quindi, abbiamo scelto un fantastico letto a castello.

Sotto ci si può fare una tenda per nascondersi, sopra un nuovo punto di vista da cui guardare il mondo.

Secondo passo: visto che ultimamente la situazione era lì addormentiamo nel nostro letto e poi li spostiamo nel loro, dopo aver acquistato i nuovi letti, abbiamo invertito la formula: ora sono io che li faccio addormentare nella loro camera.

Terzo passo: se non svengo dal sonno con loro, gli rimbocco le coperte e vado in camera mia.

Quarto passo: il letto di mamma e papà è sempre pronto ad accogliervi.

Capita spesso, infatti che verso le prime ore del mattino, si sentano dei piedini che corrono per casa e, subito dopo, delle manine ti abbracciano.

Perché il passaggio dal dormire sempre insieme a quello dell’autonomia, della gioia di godere di un proprio spazio, può anche avvenire per gradi.

Allora: cosleeping sì o no?

Per me è si, anche sel’unica “regola” che vale, è fare ciò che ci fa stare meglio.

Io ve l’ho detto, al di là delle coccole, della mio essere una mamma ad alto contatto, l’ho fatto perché mi consentiva di riposare di più la notte.

Infine, c’è il discorso coppia, che non va mai perso di vista. Ho la fortuna di avere un compagno che mi ha seguito, ma allo stesso tempo, è stato lui che mi ha aiutato a cercare nuovi equilibri, quando è stato il nostro momento.

Riconosco che tornare a dormire abbracciati dopo tanto, è stato bellissimo.

Ci sono sicuramente genitori che sono riusciti, fin da subito, a mantenere il loro spazio e/o bambini che per inclinazione, preferivano dormire solo nella culla.

Nel mio caso, non è stato così.

Io stessa, ho dormito per anni nel lettone.

Il profumo della mia mamma, la sicurezza del suo abbraccio, della sua mano. Il semplice saperla vicina. Poi, arrivava papà che ci prendeva, mia sorella ed io, e ci portava nel nostro letto.

Naturalmente è venuto il giorno in cui ho deciso che avevo bisogno del mio regno, la mia cameretta, eppure per anni la TV prima di andare a letto l’ho guardata nel lettone con la mamma e, ancora adesso, se viene l’occasione lo faccio ancora.

Come sempre, condivido la mia esperienza, quella che ho fatto con inesperienza e seguendo il cuore.

Ci sono soluzioni diverse, come quelle bellissime culle da attaccare al lettone, i lettini con le sbarre abbassate.

Per noi è andata così.

E rifarei uguale altri cento figli.

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