Scusi desidera? Dei preservativi, grazie!

Allora questa volta, un post sfacciato, anzi no perché la faccia ce la metto eccome! Sto pure sorridendo!

 

La storia è questa: io vorrei il terzo figlio. Simone no. Quindi è lui che va comprare, (chiamiamoli con il loro nome che qui peli sulla lingua non ne abbiamo) i preservativi?

No! Manda me, lui aspetta fuori.

Ogni volta poi, capita che l’espositore non sia sempre in bella vista, certo, magari per esigenze di spazio, li tengono imboscati e quindi, devo pure chiederli. Quando in effetti, preferirei prenderli da sola e pagarli, senza quasi fiatare. Certo nei supermercati, tutto è più semplice, certo ci sono anche i distributori automatici.

Ci sono anche le farmacie, però e quindi, può anche succedere di doverli comprare lì.

Ieri l’ennesima scena: “vai tu Fede, che io vado a comprare la macchinina a Mattia”.

Certo. Puff! Sparito!

Allora ho riflettuto.  Ho proprio pensato, cavolo, ma se uno a quarant’anni si vergogna, come farà un ragazzino?

Si, lo so,  i giovani d’oggi sono più sgamati, più disinibiti, ecc, ecc, ecc.

Possiamo allora escludere che ci sia ancora qualcuno di timido, con un grande senso del pudore? Che si vergogni?

Per me, qualcuno c’è ancora.
Allora a chi è timido, a chi non ha il coraggio, dico questo: fregatevene, perché è un atto intelligente, responsabile e di amore.

Troppe storie di bimbi non desiderati, di cui ci si libera in modo indegno. Pur essendo nel DUEMILADICIASSETTE, succede che ragazzine abortiscano come si comprano borsette, che madri si disfino dei loro figli, magari gettandoli dalla finestra, (sì mi riferisco al caso di cronaca recentemente accaduto, che ancora non riesco a comprendere, che mi ripugna, che mi fa rabbia).
Ecco allora, facciamo prevenzione.

Insegnamo appena possibile, che usare i contraccettivi non è una vergogna. Insegnamo ai nostri figli che è invece, un gesto responsabile e di amore, per se stessi e per il prossimo.
Un post, questo, che mi scappa così,  di getto, mentre prendo in mano questa scatolina per metterla in valigia.

Perché se penso ai miei figli, vorrei che un domani non avessero mai vergogna di entrare in un negozio a chiedere dei preservativi.
Dicesi educazione sessuale.

Io inizio con il buon esempio: il mio.

 

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