Visto che, nel 2016, accade che una donna che allatta il proprio figlio con discrezione, venga invitata ad allontanarsi, (leggi qui), beh sappiate questo: IO ALLATTO OVUNQUE. Mattia ha preso il mio latte sino a un anno e.mezzo. Amalia ne ha ora otto di mesi e continua a essere allattata. Se ha fame e sono in cima a un monte, mi fermo e la allatto. Per questo i miei figli hanno mangiato in Chiesa, nei negozi, per strada dentro la fascia, su una panchina in mezzo a una piazza, nei bar,

Non si capisce bene il perché, ma se oggi non si lavora almeno dodici ore al giorno, allora non hai il senso del dovere, per dirla in parole povere, sei un fancazzista. Passiamo piú ore nei luoghi di lavoro e con i colleghi, di quanto ne passiamo con i propri cari. Non me ne vogliano i colleghi. La cosa meravigliosa è che lo facciamo, per lo piú, per sbarcare il lunario. Per sopravvivere. Lavori che non ci appagano e che ci pagano poco. Il prezzo da pagare per noi, però,

Scrivo così, a caldo, con le scarpe ancora ai piedi, la spesa buttata sul tavolo. Torniamo ora da un giro con altre due mie amiche, anche loro mamme, anzi neo mamme, anche loro portano in fascia come me. Tutte schierate in modalità canguro, io anche con Matty per mano. Una colazione veloce e poi al pacchetto per far giocare Matty e in teoria, fare due chiacchiere. Dico in teoria, perché se hai una bimba di soli 27 giorni e due di otto mesi, sì si può fare la combo fascia+caffè+chiacchiere,

Stamattina scrivo in piedi, con Amalia caricata sulla schiena e Mattia che gioca qui per terra con i suoi Lego. E’ così che è nato questo mio blog, questa mia piccola isola delle parole e dei pensieri, delle emozioni colorate anche da toni meno caldi, quali possono essere quelli delle paure, delle ansie, della malinconia. Il mio blog vive di momenti rubati al giocare con i miei figli, al cucinare, al riordinare casa, al sonno. Nasce da quella parte di me che ha bisogno di ricordare, di raccogliere nero su

Se penso a chi ha creato l’IKEA, vedo un genio! In Italia dove si può altrimenti trovare un posto in cui, se anche ti muovi con la famiglia intera, non devi impazzire? Meglio, impazzire impazzisci anche lì, ma per altri motivi. Di certo non perchè sei con due bimbi piccoli, uno nel passeggino, uno in fascia e tu devi fare pipì. Perchè all’IKEA, come in ben pochi altri posti (mi viene in mente l’OUTLET di Serravalle Scrivia), nel bagno c’è anche il seggiolino per bambini, quindi anche tu mamma, puoi

Oggi è Lunedi. Oggi è il lunedì dopo il rientro dalle ferie. Tre settimane in campagna, in case affollate da nonni, zii e amici. Il lunedì dopo le ferie, quello in cui ti guardi attorno in casa e ti viene male. Valigie da disfare ovunque, pulizie da fare ovunque, lavatrici infuocate, lancio della bilancia dalla finestra, due bimbi abituati all’aria aperta, a spazi verdi, ora chiusi in quattro mura. Non ho nemmeno il poggiolo. Solo finestre. Non crediate che le casalinghe non lo accusino, solo perché non vanno in ufficio.

Quand’è che ci siamo scordati come si fa a godere delle piccole cose? Che ne só del profumo del pane appena sfornato, di una nuvola che corre nel cielo blu, della lentezza del tempo quando ci si annoia. Quand’è che abbiamo smesso di stupirci davanti a un Paese in festa con il cielo illuminato da mille colori dei fuochi appena sparati? Quand’è che abbiamo smesso di meravigliarci? Quand’è che abbiamo iniziato a dare tutto per scontato, a pretendere perché siamo nel Duemila mica nel Paleolitico. Quand’è che siamo diventati così

Avere dei figli ti cambia la vita. Frase fatta, luogo comune, lo so, ma è vero. Avere dei figli ti cambia la vita e mai è stato più vero il mio motto di battaglia:” la vita è questione di punti di vista”. Il punto di vista del genitore ti cambia radicalmente qualsiasi altra prospettiva tu abbia avuto fino a quel momento. O forse, per contrasto, te li snocciola tutti davanti, uno per uno: Quello di figlia, di donna, di adolescente e cosi via. Guardi i tuoi figli e ti rivedi

“Ma che bella Bimba! Ciao occhioni! Ohhh Che sorriso!” “Oh, sì certo anche tu sei bello, sei il fratello maggiore? Come ti chiami?” “NO!”. Muso imbronciato. “Oh, come sei arrabbiato, guarda tua sorella che sorrisi che mi fa!”. “Signora, è geloso della sorella?” Ora ditemi voi, se foste il fratello maggiore, come vi sentireste? Io molto arrabbiata e molto gelosa. Di sicuro non aperta alla relazione con quella persona lì che, non solo non conosco, ma pure si rivolge a me come se fossi scemo e peggio ancora parla di

Ho iniziato a portare Mattia, che neanche aveva un mese. Purtroppo il primo approccio è stato con una fascia elastica molto commercializzata, ma, con il senno di poi, di scarsa qualità. All’epoca l’unica che conoscevo e quindi, nel giro di poco tempo e qualche tentativo andato male, ho abbandonato ogni sogno di gloria. Perché mi sembrava di perdere Mattia per strada, perché mi veniva mal di schiena. La fascia si arricciava, la legatura non teneva, insomma mi sembrava davvero poco pratica e anche dolorosa per la mia schiena. Sono passata

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