Ottobre è il mio mese preferito, sarà che è quello in cui sono nata, sarà che è il primo mese di autunno. Autunno: adoro questa stagione, i suoi colori, i suoi profumi, le sue piogge. Non fa ancora freddissimo, ma nell’aria si sente che qualcosa sta cambiando: il modo di vestire, di cucinare, di vivere la casa, tutto cambia. Dopo mesi passati all’aperto, – al mare o in campagna-, e a scappare da casa appena possibile, ritorna, per me, con il colore delle foglie secche, la voglia di vivere le mura domestiche.

Quando penso a te, penso alle tue mani. Quando penso a te, penso a quegli occhietti da furbetta. Oggi sono mamma, da sempre figlia e quindi, tua nipote. Oggi é la festa dei nonni e non posso che rivolgere i miei occhi al cielo e sussurrarti “auguri grattacù!“. Hai conosciuto Matty, Ami no. So però, che sei salita lassú, le hai dato un cinque e le hai detto:” Vai! Dalla tua mamma!”. Buona festa dei nonni!

Fino a che punto informarsi, leggere, studiare, aiuta? Perché per me, a volte, é vero il contrario. Per carattere sono una che si deve documentare. Devo conoscere le strade nuove prima di percorrerle con sicurezza. Devo fare un giro di giostra per capire come funziona. Quando si é mamma, per la prima volta o per la seconda volta, poco importa, di sicuro questo non é possibile. Siamo fatti di anima e corpo, non di plastica. Non si può fare un giro di prova per vedere come funziona. Volente o nolente

Molte mamme come me, in questi giorni, sono alle prese con l’inserimento dei propri bimbi all’asilo. Il mio ometto, come sapete oramai, ha due anni e mezzo, non è mai andato a nido e quindi, il nostro è un viaggio nuovo. Un viaggio, tra l’altro, che un po’ ci piace e un po’ no: ci si sveglia al mattino, Mattia piangendo perché non vuole andare all’asilo e io consolandolo e convincendolo che, invece, è il posto piú bello del mondo. Ci vestiamo sempre immagonati, per poi uscire di corsa e tornare

Un giorno mi chiederai: “Mamma, come è stato il mio primo giorno di asilo?”. Allora ti racconterò che oggi è una giornata di pioggia fortissima e temporali come non accadeva da settimane. Ti racconterò di come ho preparato tutto con cura giorni prima, per poi scoprire mentre ti vestivo,  una piccola macchia sul tuo grembiule. Ti racconterò di come ho cercato di pulirla e di come non ci sia riuscita. Ti racconterò che ti ho preparato troppo presto, quasi un ‘ora prima. Papà si è arrabbiato e tu hai pianto

Utilizzo i Social Media da anni, la mia parte esibizionista si compiace di ogni post e immagine] che metto. Adoro scattare foto, applicare filtri, elaborarle e poi postarle. Scrivo post, piccoli pensieri, auto ironie, condivido momenti giocosi e anche momenti di oscurità interiore. L’ho sempre fatto. Prima e dopo la nascita dei miei figli. Da quando sono nati loro, però, mi pongo decisamente molti più scrupoli e limiti nel postare immagini che li ritraggono: la regola che mi sono data è quella di non mostrarli mai per intero e di faccia. Solo

Visto che, nel 2016, accade che una donna che allatta il proprio figlio con discrezione, venga invitata ad allontanarsi, (leggi qui), beh sappiate questo: IO ALLATTO OVUNQUE. Mattia ha preso il mio latte sino a un anno e.mezzo. Amalia ne ha ora otto di mesi e continua a essere allattata. Se ha fame e sono in cima a un monte, mi fermo e la allatto. Per questo i miei figli hanno mangiato in Chiesa, nei negozi, per strada dentro la fascia, su una panchina in mezzo a una piazza, nei bar,

Non si capisce bene il perché, ma se oggi non si lavora almeno dodici ore al giorno, allora non hai il senso del dovere, per dirla in parole povere, sei un fancazzista. Passiamo piú ore nei luoghi di lavoro e con i colleghi, di quanto ne passiamo con i propri cari. Non me ne vogliano i colleghi. La cosa meravigliosa è che lo facciamo, per lo piú, per sbarcare il lunario. Per sopravvivere. Lavori che non ci appagano e che ci pagano poco. Il prezzo da pagare per noi, però,

Scrivo così, a caldo, con le scarpe ancora ai piedi, la spesa buttata sul tavolo. Torniamo ora da un giro con altre due mie amiche, anche loro mamme, anzi neo mamme, anche loro portano in fascia come me. Tutte schierate in modalità canguro, io anche con Matty per mano. Una colazione veloce e poi al pacchetto per far giocare Matty e in teoria, fare due chiacchiere. Dico in teoria, perché se hai una bimba di soli 27 giorni e due di otto mesi, sì si può fare la combo fascia+caffè+chiacchiere,

Stamattina scrivo in piedi, con Amalia caricata sulla schiena e Mattia che gioca qui per terra con i suoi Lego. E’ così che è nato questo mio blog, questa mia piccola isola delle parole e dei pensieri, delle emozioni colorate anche da toni meno caldi, quali possono essere quelli delle paure, delle ansie, della malinconia. Il mio blog vive di momenti rubati al giocare con i miei figli, al cucinare, al riordinare casa, al sonno. Nasce da quella parte di me che ha bisogno di ricordare, di raccogliere nero su

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