A volte scrivo per lavarmi la coscienza. In sti giorni la devo lavare con  il dash e anche un pò di ammorbidente. É una coscienza consapevole di non fare il meglio, non si da pace per questo, eppure persevera.  Complice un momento delicato, mille pensieri per la testa. Incertezza piú che mai e io non sopporto di stare in attesa per troppo tempo. Unica eccezione la “dolce attesa” di Mattia e Amalia. Tanta carne sul fuoco che deve cuocere e non so che risultato avró. Come mi é capitato per i

Essere mamma é vivere di prime volte, una dietro l’altra. Non importa il numero di figli che si hanno. Ogni volta è sempre una nuova e unica volta. Una serie di tante, tantissime prime volte che ogni giorno i tuoi figli ti regalano: il primo sguardo, il primo sorriso, il primo pianto, la prima poppata. I primi gattonamenti, i primi dentini, le prime parole, i primi passi. Come un’immensa scatola di lego colorati, sono tanti istanti che si mettono insieme, creando un unico e irripetibile susseguirsi di momenti. La vita. Sono inaspettate,

IPad si, iPad no, Tv sì, Tv no. Quante volte se ne é discusso, quanti articoli ho letto! Quante opinioni diverse ho ascoltato. Tutte per lo piú sullo stile bianco o nero: da una parte c’é chi lancia tv e iPad dalla finestra e chi invece, li usa senza ritegno. Per una volta sto nel mezzo. Incredibile, proprio io, quella del tutto o niente. Prima di avere Mattia, avrei stragiurato che mai e poi mai, mio figlio a due anni avrebbe preso in mano il mio smartphone. Come sapete, lavoro

Non importa che io abbia compiuto 39 anni, ogni anno il VENTINOVE OTTOBRE è il mio giorno speciale, quello in cui amo essere coccolata. Quello in cui sono una principessa, anzi che dico, una regina indiscussa della giornata. Ricordo che non appena ho avuto l’età per capire cosa volesse dire compiere gli anni, mia mamma ha incominciato una nostra tradizione: ogni mattina del 29 ottobre, la trasformava in un qualcosa di magico, sorprendente, meraviglioso. Era come la mattina di Natale. Si è sempre ingegnata in mille modi, per farmi trovare i regali:

Cibo = Amore

Premessa: prima di procedere con la lettura di questo post, sappiate che non è un articolo ricco di istruzioni, consigli o altro ancora su come svezzare. Si tratta di una mia condivisione che, spero, possa rasserenare chi vive questo momento con un pò di ansia. Quando Mattia é entrato in età da svezzamento, ricordo che ero impazzita. Un pò l’idea che dovevo insegnargli a mangiare, senza forzarlo affinché crescesse con la gioia del cibo, un pò che questo significava dare un piccolo strappo al nostro cordone. Allattamento esclusivo. Si dice cosi.

Oggi guardavo la mia libreria di foto e ho una certezza: i miei figli non riusciranno mai a guardare tutte le foto che ho scattato loro da quando sono nati. Mattia non ha neanche tre anni, Amalia nemmeno ne ha ancora compiuto uno e in compenso, hanno più foto loro di Kate Moss nella sua carriera di modella. So che i miei figli non riusciranno a vedere tutte le foto che li ritraggono, perché già io adesso dovrei prendermi almeno 24 ore per poterle vedere tutte con calma. Dieci scatti

Ci sono domeniche come quella di oggi, in cui, complice un mal di orecchio pazzesco e un raffreddore atomico che ha preso tutta la famiglia, hai solo voglia di stare a casa, copertina, tè e tv. Con programmi che non ti facciano pensare a niente. Ti rendi conto, dalle risposte che dai a tua mamma al telefono, da certe reazioni un pò esagerate che hai, che sei nervosa. Molto nervosa. Scendi al supermercato per fare un pò di spesa e, dopo giorni in cui ti metti il paraocchi per non

Caspita! Questa è una settimana importante: la settimana internazionale dell’allattamento materno e la settimana internazionale del babywearing. Mi manca quella del cosleeping e avrete la mia settimana ideale. Tutto questo, il fatto cioè che io porto i miei figli in fascia, che li allatto fino a che ne hanno voglia, che dormo con loro finchè non danno chiari segnali di voler guadagnare il loro spazio nel loro letto, mi rende una di quelle mamme definite “Ad Alto Contatto”. Prima di essere madre ad alto contatto, io sono una persona ad alto

Ottobre è il mio mese preferito, sarà che è quello in cui sono nata, sarà che è il primo mese di autunno. Autunno: adoro questa stagione, i suoi colori, i suoi profumi, le sue piogge. Non fa ancora freddissimo, ma nell’aria si sente che qualcosa sta cambiando: il modo di vestire, di cucinare, di vivere la casa, tutto cambia. Dopo mesi passati all’aperto, – al mare o in campagna-, e a scappare da casa appena possibile, ritorna, per me, con il colore delle foglie secche, la voglia di vivere le mura domestiche.

Quando penso a te, penso alle tue mani. Quando penso a te, penso a quegli occhietti da furbetta. Oggi sono mamma, da sempre figlia e quindi, tua nipote. Oggi é la festa dei nonni e non posso che rivolgere i miei occhi al cielo e sussurrarti “auguri grattacù!“. Hai conosciuto Matty, Ami no. So però, che sei salita lassú, le hai dato un cinque e le hai detto:” Vai! Dalla tua mamma!”. Buona festa dei nonni!

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