Vi Porto Con Me

Chi non conosce il mondo del portare, a prima vista potrebbe pensare che in fondo è solo un pezzo di stoffa con cui legare i figli come fanno “gli zingari” (come mi è stato detto più volte) e, per alcuni anche indice di povertà, (è capitato di sentirsi dire: “eh! costano tanto i passeggini… o ancora eh! non possono permettersi un passeggino!). In realtà, se faccio il conto del prezzo di tutte le fasce che ho, almeno due passeggini ci escono. Sfatiamo quindi, un falso mito: le fasce non sono

Per chi non lo sapesse, se sei convivente e hai dei figli, per ottenere gli assegni familiari, devi chiedere un’autorizzazione all’inps che certifichi l’inclusione dei suddetti figli nel nucleo familiare. Si chiama autorizzaIone anf e se sei sposato non la devi richiedere. La prassi vorrebbe che se ne facesse domanda appena possibile, dopo la nascita del figlio o della figlia e richiede un tempo di lavorazione di 60 giorni. In teoria. Perchè poi nella pratica cambia tutto. Due figli,  stesso calvario, ma sappiate che poi ti danno anche gli arretrati,

Quando capita che in un monento di distrazione, ti cada dal divano tua figlia e ti cada pure di testa, pensi che morirai… o forse sei già morta dallo spavento. Sei corsa con tanto di musica in  sottofondo stile donna bionica, ma non sei la donna bionica e prenderla al volo ti è impossibile. Niente non ci riesci e lei fa una capriola battendo la testa. Cianotica piange e tu andresti sulla luna pur di farla stare meglio. Ti senti una mamma orribile, sudi freddo e dici il suo nome

Quando veniamo in campagna, immagino sempre come sarebbe la nostra vita se vivessimo qui. Svegliarsi al mattino aprire la porta di casa e trovarsi in mezzo al verde. Scalza e in pigiama, correre sull’erba bagnata dalla rugiada della notte. Solo il rumore del vento che muove le foglie e del verso di qualche animale che gira nel bosco. Il tempo si dilata. Se già di mio non guardo l’orologio, quando sono qui, proprio lo dimentico. Il tempo viene scandito esclusivamente dai bosogni fisiologici: mangiare e dormire. Ecco rallentare i ritmi, assaporare

Questi sono giorni caotici. La vita è cosi: passi dei momenti in cui pagheresti per aver qualcosa da fare e altri in cui boom di botto c’è un proliferare di cose che ti travolgono: da qui ai primi giorni di agosto,prima di partire per le ferie, ho un pò di faccende da sistemare. Come avrete notato, visti i miei continui”cambi di residenza web”, sono anche molto assorbita dal capire come fare le cose sul serio con questo mio nuovo progetto: il blog. Se avete da reclamare rivolgetevi a Simone, perchè

Avere i nonni è una grande fortuna, dove non arrivo io, arrivano loro…è un unione di cuori, esperienza e braccia che accolgono e guidano. Certo il timone è dei genitori, i piccoli cambiamenti di rotta (la caramella data di nascosto, per intenderci) invece, dei nonni. Anche se a volte questo porta allo scontro, con mia mamma quante volte,  beh nel mio cuore sono contenta, perché anche questa è una fortuna e io ne sono consapevole. La nostra squadra ha perso una persona importante qualche mese fa, nonno Paolo, ci manca

Ci sono notti come queste in cui non riesco a dormire. Sdraiata nel letto, al buio, ascolto il respiro di Amalia, che dorme qui vicino, abbracciandomi (si, allatto, porto in fascia e “coslippo” pure!). Respiro il suo profumo, sa di latte e di sbaciucchio. Ogni tanto si agita, cerca il mio seno muovendo la testa e poi si attacca sospirando beata; la sua manina, ora sul mio petto, a tratti si sposta per toccarmi la pancia. Suo papà e Matty dormono anche loro da un pezzo. La mia pancia, o

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