Quand’è che ci siamo scordati come si fa a godere delle piccole cose? Che ne só del profumo del pane appena sfornato, di una nuvola che corre nel cielo blu, della lentezza del tempo quando ci si annoia. Quand’è che abbiamo smesso di stupirci davanti a un Paese in festa con il cielo illuminato da mille colori dei fuochi appena sparati? Quand’è che abbiamo smesso di meravigliarci? Quand’è che abbiamo iniziato a dare tutto per scontato, a pretendere perché siamo nel Duemila mica nel Paleolitico. Quand’è che siamo diventati così

Avere dei figli ti cambia la vita. Frase fatta, luogo comune, lo so, ma è vero. Avere dei figli ti cambia la vita e mai è stato più vero il mio motto di battaglia:” la vita è questione di punti di vista”. Il punto di vista del genitore ti cambia radicalmente qualsiasi altra prospettiva tu abbia avuto fino a quel momento. O forse, per contrasto, te li snocciola tutti davanti, uno per uno: Quello di figlia, di donna, di adolescente e cosi via. Guardi i tuoi figli e ti rivedi

“Ma che bella Bimba! Ciao occhioni! Ohhh Che sorriso!” “Oh, sì certo anche tu sei bello, sei il fratello maggiore? Come ti chiami?” “NO!”. Muso imbronciato. “Oh, come sei arrabbiato, guarda tua sorella che sorrisi che mi fa!”. “Signora, è geloso della sorella?” Ora ditemi voi, se foste il fratello maggiore, come vi sentireste? Io molto arrabbiata e molto gelosa. Di sicuro non aperta alla relazione con quella persona lì che, non solo non conosco, ma pure si rivolge a me come se fossi scemo e peggio ancora parla di

Ho iniziato a portare Mattia, che neanche aveva un mese. Purtroppo il primo approccio è stato con una fascia elastica molto commercializzata, ma, con il senno di poi, di scarsa qualità. All’epoca l’unica che conoscevo e quindi, nel giro di poco tempo e qualche tentativo andato male, ho abbandonato ogni sogno di gloria. Perché mi sembrava di perdere Mattia per strada, perché mi veniva mal di schiena. La fascia si arricciava, la legatura non teneva, insomma mi sembrava davvero poco pratica e anche dolorosa per la mia schiena. Sono passata

Preparare le valigie, per me, è sempre un gran casino: o le riempio poco, rischiando di non portarmi pezzi essenziali, oppure troppo: praticamente farei prima ad applicare quattro belle ruote alla casa e agganciarla alla macchina. Insomma, o rischio di girare in mutande o rischio di dovermi mettere più strati di roba per poter indossare, nei giorni di vacanza, tutti i vestiti che mi sono portata dietro. E’ sempre questione di equilibri. E io non sono proprio brava in questo. In questi giorni comunque, per forza di cose, – siamo

A volte per noi mamme e donne basterebbe davvero poco, un sorriso, ina pacca sulla spalla della serie “dai che stai facendo bene”, un abbraccio inaspettato, una pernacchia sulla pancia… basterebbe davvero poco per ridarci la carica e il sorriso nelle giornate in cui ci svegliamo con il piede sbagliato, in quelle in cui le nostre insicurezze vincono su tutto, in quelle giornate in cui hai il magone facile e non sai il perchè. Passiamo la nostra vita a prenderci cura della nostra famiglia, a volte avremmo solo bisogno che

Dopo due settimane di incastri, attese, code per uffici e visite, oggi una di quelle giornate che, se l’avessi programmata, non sarei riuscita a fare di meglio. Una giornata da “ciambella riuscita con il buco”, da “dalle stalle alle stelle”. L’unico impegno in programma, il tagliando pre ferie dalla pediatra. Tutto il resto è venuto da sè. Intanto c’è da dire che incimincio a sentore aria di ferie, quell’aria diversa, da routine che si ferna, da “c’è a casa papà”, da tutto è concesso per le prossime settimane. Mi piace

Stamattina mi sono svegliata triste con la sensazione di sbagliare tutto. Razionalmente abbraccio tutte le idee e i principi montessoriani, salvo poi fare i conti con la mia parte istintiva, viscerale. Sono spaccata a metà, che strano (sono ironica) a me non caratterizza mai il binomio bianco o nero.. la mia condanna da sempre. Mi ritrovo in momenti in cui sono accogliente, in cui cerco di aiutare mio figlio a crescere rendendosi autonomo, in cui mi impegno per non urlare, per non avere quell’atteggiamento “violento” e umiliante quale è l’urlargli qualcosa, metterlo

Vi Porto Con Me

Chi non conosce il mondo del portare, a prima vista potrebbe pensare che in fondo è solo un pezzo di stoffa con cui legare i figli come fanno “gli zingari” (come mi è stato detto più volte) e, per alcuni anche indice di povertà, (è capitato di sentirsi dire: “eh! costano tanto i passeggini… o ancora eh! non possono permettersi un passeggino!). In realtà, se faccio il conto del prezzo di tutte le fasce che ho, almeno due passeggini ci escono. Sfatiamo quindi, un falso mito: le fasce non sono

Per chi non lo sapesse, se sei convivente e hai dei figli, per ottenere gli assegni familiari, devi chiedere un’autorizzazione all’inps che certifichi l’inclusione dei suddetti figli nel nucleo familiare. Si chiama autorizzaIone anf e se sei sposato non la devi richiedere. La prassi vorrebbe che se ne facesse domanda appena possibile, dopo la nascita del figlio o della figlia e richiede un tempo di lavorazione di 60 giorni. In teoria. Perchè poi nella pratica cambia tutto. Due figli,  stesso calvario, ma sappiate che poi ti danno anche gli arretrati,

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