Dieci anni. Buon compleanno mio caro blog.

C’ho pensato e c’ho persino provato, mi sembrava il momento adatto per lasciarti andare. Non ti curo più come un tempo, non ti aggiorno per nulla. Eppure….

Simo dice che ogni anno faccio così. Ha ragione, ma poi ti apro, scorro i post, osservo la cura con cui ti ho costruito, le parole che ho scelto e non ce la faccio.

E poi, c’è mio figlio che mi legge e che sogna che io torni a scrivere su questo diario.

Insomma, non ce l’ho fatta nemmeno quest’anno.

Sei una parte di me, sei una delle mie zattere, quelle che utilizzo per attraversare le acque in tempesta e a tratti calme della mia vita.

A proposito, ne è passata di acqua sotto i ponti da quella notte in cui in un momento di pazzia, senza nemmeno sapere “come si fa”, ho comprato un dominino, .com pure! Con Amalia attaccata al seno di nemmeno un anno. Che figata se ci penso, perché poi ti esploro e penso che non sei niente male. Perché scrivere è la mia cura, la testimonianza che le emozioni si possono attraversare e addirittura mettere nero su bianco.

Ho iniziato scrivendo per me, ma anche per altre mamme che come me si sentivano tremendamente felici, ma anche tremendamente in colpa perché erano stanche, perse, senza un manuale di istruzioni a guidarle. Sì, senso di colpa, è stata la mia battaglia contro di te.

Sono passati dieci anni, dei miei figli non parlo più. Ho cambiato prospettiva sulla tutela della loro privacy: hanno una loro vita, i loro amici che diritto ho io di raccontare la loro storia?

Sono io a (Im)Perfect Mom. E dalle prime parole digitate sulla tastiera del mio Mac, sono cambiata. Chissà magari ora, inizierò a raccontare di chi sono oggi. Per il momento, buon compleanno mio caro diario.

Sono fiera di te. Sono fiera di me.

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