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Eppure, aiutami a fare da solo, è una grande verità. È una genialata! Ho sempre pensato che quando diventiamo mamme, i nostri figli si dimenticano le istruzioni dentro la nostra pancia, ma il giorno in cui ho letto questa frase, ho capito che forse, mi sbagliavo, perché per me questa è la regola base per tutto. La mia bussola. Anche se, non sempre è facile da seguire. Perché in effetti, rimanere spettatori, mentre i nostri figli imparano, sperimentano, dando loro la fiducia di farcela, non è così semplice e non

Se lo porta ovunque, non possiamo andare da nessuna parte senza. Di cosa parlo? DELL’ORSACCHIOTTO, DELLA BAMBOLA, DELLA COPERTINA, DI QUELLO CHE IN TERMINI PSICOLOGICI VIENE DEFINITO “OGGETTO TRANSAZIONALE” . Cosa sto blaterando? Vi spiego semplicemente quanto sia importante per i vostri figli quel pupazzo, quello straccio, quel oggetto, qualunque esso sia, che lui si porta ovunque. Il primo a occuparsene e a definirlo appunto, oggetto transazionale, è stato lo psicanalista e pediatra D. W. Winnicott. Lo descrive come un passaggio fondamentale e importante per il bambino, che lo porta

In questi giorni, mi trovo ad affrontare per la seconda volta, un momento molto delicato per qualsiasi mamma, un cambiamento grosso: Il rientro al lavoro. Che sia un rientro breve o duraturo, resta comunque un passaggio difficile, almeno per me è sempre stato cosi. Dentro ci stanno tante variabili: L’età del bimbo, o dei bimbi, l’organizzazione (asilo, nonni, babysitter ecc) e, non ultimo, il tipo di lavoro che si riprende a svolgere. Ci si augura sia sempre quello per cui si ha passione, insomma magari quello per cui si è

Quando incontro qualcuna che da poco è diventata mamma, piuttosto che nonna, zia, c’è una cosa che spesso mi lascia perplessa, anzi una frase. Alla consueta domanda:” come va con il nuovo arrivato?”, la risposta è: “eh vedessi come è già furbo, ha preso il vizio oramai, vuole stare sempre in braccio…”. Età del furbetto in questione 0-3 mesi. Sì, avete capito bene, mi lascia perplessa e vi dirò, mi fa pure incazzare. Mettiamoci nella prospettiva di questo piccolo “vizioso”: nove mesi, poco più, poco meno, nel ventre materno; 24h

Preparare le valigie, per me, è sempre un gran casino: o le riempio poco, rischiando di non portarmi pezzi essenziali, oppure troppo: praticamente farei prima ad applicare quattro belle ruote alla casa e agganciarla alla macchina. Insomma, o rischio di girare in mutande o rischio di dovermi mettere più strati di roba per poter indossare, nei giorni di vacanza, tutti i vestiti che mi sono portata dietro. E’ sempre questione di equilibri. E io non sono proprio brava in questo. In questi giorni comunque, per forza di cose, – siamo