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Eppure, aiutami a fare da solo, è una grande verità. È una genialata! Ho sempre pensato che quando diventiamo mamme, i nostri figli si dimenticano le istruzioni dentro la nostra pancia, ma il giorno in cui ho letto questa frase, ho capito che forse, mi sbagliavo, perché per me questa è la regola base per tutto. La mia bussola. Anche se, non sempre è facile da seguire. Perché in effetti, rimanere spettatori, mentre i nostri figli imparano, sperimentano, dando loro la fiducia di farcela, non è così semplice e non

La semplicità di un gesto, come quello di portare alla bocca un fusillo al sugo, con quelle manine paffute, piccoline e morbidose. Gustare il cibo, per imparare a gustare la vita. Gesti semplici, ma che se osservati con attenzione, commuovono, inteneriscono. Mangiare un fusillo, quante volte lo farà mia figlia nella sua vita? Tante e sarà una banalità, cosa vuoi che sia mangiare un fusillo al sugo, del resto? Non è così, le prime volte che proviamo a farlo. È una conquista immensa, che l’occhio adulto poi, banalizza. Così con

Indossare un paio di pantaloni, vestirsi. Che novità, direte voi! Routine, un gesto acquisito, quasi innato. Lo facciamo tutti i santi giorni da tempo immemore, ma voi vi ricordate la prima volta in cui lo avete fatto? La prima volta in cui inizialmente timorosi, instabili, impacciati, avete indossato da soli un paio di pantaloni. Io no. Credo non lo ricorderà nemmeno mio figlio tra qualche anno. Per questo, oggi, scrivo questa pagina del nostro diario. Oggi è il giorno in cui per la prima volta Mattia, tre anni, ha deciso

Prima della nascita di Mattia, vi confesso che di quella bella nonnina che appariva sulle mille lire, conoscevo solo il nome: Maria Montessori. Sapevo poi, che aveva a che fare con i bambini, ma nulla di più. In ogni caso, da brava mammina, quando è arrivato Mattia ho iniziato a leggere e sorpresa! la signora delle mille lire non era lì sopra a caso, ma perché era stata l’ideatrice di un metodo pedagogico. Il rispetto che, la cara Maria, ha avuto del bambino come persona, è stato quello che, in

Su la maschera!

Viviamo in un mondo dove di maschere ne indossiamo davvero tante e spesso, per niente belle: falsità, ipocrisia… e via dicendo. Poi ci sono loro, i nostri bimbi, la nostra speranza di un mondo migliore e al tempo stesso la nostra maggiore preoccupazione perché messi in un mondo di orrori. Loro, comunque, ci strappano sempre un sorriso, un battito del cuore accelerato. Vivono in una dimensione dove, mettere la mschera, significa semplicemente, diventare GattoBoy e avere dei super poteri. Dove un giorno sei spiderman e l’altro Gekko. Con loro, abbiamo un’opportunità, io

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