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Ho sempre odiato il momento in cui, dovendo per forza lasciare i bimbi a qualcuno (nonni, babysitter, il papà), mi veniva detto: “dai vai, presto esci ora che è distratto!”. No. Non funziona così. Ho capito che, vedendomi uscire, i miei figli possano scoppiare in un pianto che sembra impossibile da consolare, ma i bambini non vanno presi in giro e soprattutto, i bambini devono imparare a elaborare e a gestire i momenti di distacco. Scappare di soppiatto, non mi sembra il modo più adeguato per aiutarli in questo. È

Settembre. La fine delle vacanze, l’inizio di nuovi inizi: la scuola, il lavoro, la routine di tutti i giorni. Si mette via la valigia e si tira fuori lo zaino. L’inizio delle scuole, degli asili. Sono giorni importanti che ti segnano il cuore e, anche quando sei adulto, ogni anno in questo periodo ti torna alla mente il momento in cui si andava a comprare la cartella nuova, il grembiulino, i quaderni, il diario. Quello stesso profumo di “cose nuove”che respiravi da bambino. L’inizio della scuola: sembra un affare per

Da marzo non ho più un lavoro. Dal 31 marzo 2017 sono mamma a tempo pieno, lavoratrice in stand by. Sino a settembre. Cioè sino a domani. Secondo i piani infatti, da domani inizia l’ora X, aggiornare il CV e iniziare a cercare lavoro. Part-Time 4/5 ore, la mattina. Comprare un biglietto alla lotteria e vincere. Suonano allo stesso modo vero? Eppure da sognatrice cronica e incallita, ho visto e vedo ancora nella decisione presa qualche mese fa (forzata da una ristrutturazione interna della mia ex azienda), un’opportunità di ridisegnare

Che se ne dica, ma anche la mamma più dedita ai propri figli, quella votata a loro sempre e comunque, in cuor suo, in alcuni momenti (nemmeno pochi), ha una voglia incredibile di farsi i fatti suoi. In silenzio, in isolamento totale (in genere si immagina un atollo in mezzo all’Oceano), con un letto gigante, senza nessuno e sottolineo nessuno, che la chiami 489765433 volte. Se non avete il coraggio di uscire allo scoperto e di presentare al mondo, nudo e crudo, “L’egoismo di una mamma”, io invece ce l’ho:

Ci sono giornate in cui sentì che potresti vincere il premio come peggior mamma di sempre. Sono quelle in cui perdi la pazienza esattamente con la stessa frequenza in cui strisci il bancomat durante i saldi. Sono quelle in cui pur di fare la doccia in santa pace, di pulire casa con più calma, piazzeresti i tuoi figli davanti alla TV a tempo indeterminato. Sono quelle in cui ti guardi dall’esterno e pensi: che orrore cosa sto combinando? Sono tante le giornate così e tante le volte in cui vorresti

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