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Una Mamma (Im)Perfetta

Anche quest’anno è arrivato il momento delle ferie. Delle ferie lunghe, intendo. Le tre settimane in cui Simo è a casa. Allora che si fa? Si sta in città? Certo che no! Si va in campagna. Come ogni anno, così, è anche giunto il momento di preparare le valigie. Io odio preparare le valigie, anzi la MIA valigia. Perché mi porterei via tutto, anche quella gonna che non metto dal 1980, “che non si sa mai…”. No, non si possono fare le valigie all’insegna del “non si sa mai”… Finisce

E poi ti svegli in una di quelle giornate che pensi: ma perché? Vorresti solo un letto, un libro, un telecomando, zero pensieri. Magari dormire. Di quelle giornate in cui la sera prima sei andata a letto Cenerentola e la mattina ti sei svegliata Hulk. Reazione assurde con chiunque complichi la tua esistenza, nel mio caso, i miei figli. Mamma, mamma, mamma, mamma… e tu vorresti solo il silenzio. Perché hai già troppo rumore in testa, le tue paturnie stanno facendo colazione. Belle cariche! I miei figli, povere stelle, cosa

Qualche giorno fa, mi ritrovavo a dover gestire l’ennesima crisi di pianto di Amalia. Non ricordo quale fosse il motivo per cui si fosse arrabbiata, sta di fatto che se ne stava seduta per terra a urlare e piangere. Il caldo di questi giorni, la pazienza che a metà giornata era già al livello limite, ecco me ne sono andata in cucina a finire le mie faccende, lasciandola alla sua disperazione. Poi mi si è accesa una lampadina. Anzi, come quando si riavvolgevano le videocassette per tornare a un punto

Quando ho partorito Mattia, me lo ricordo come fosse oggi, subito dopo mi sentivo una leonessa, carica come una sveglia, fiera e sicura di poter conquistare il mondo. Non sto esagerando, mi sentivo davvero Wonder. Invincibile. Ecco, la parola più adatta a descrivere il mio stato d’animo in quel momento. Non sapevo ancora, invece, che stavo per diventare vulnerabile. Non una, ben due volte. Una con il nome di Mattia e l’altra, con quello di Amalia. Si, perché loro due, sono la mia gioia più grande, il mio ossigeno, il

Eppure, aiutami a fare da solo, è una grande verità. È una genialata! Ho sempre pensato che quando diventiamo mamme, i nostri figli si dimenticano le istruzioni dentro la nostra pancia, ma il giorno in cui ho letto questa frase, ho capito che forse, mi sbagliavo, perché per me questa è la regola base per tutto. La mia bussola. Anche se, non sempre è facile da seguire. Perché in effetti, rimanere spettatori, mentre i nostri figli imparano, sperimentano, dando loro la fiducia di farcela, non è così semplice e non

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