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Una Mamma (Im)Perfetta

Sono giorni che faccio spazio: butto via cose vecchie, cambio le fodere del divano e dei cuscini che ho messo sopra di esso, riordino armadi. Cambierei tutta casa, se solo potessi.  Sono giorni che butto via tutto, io che potrei definirmi accumulatrice seriale.Non butto vestiti, se non dopo la quarta stagione di fila in cui non li indosso.Non mi libero delle cose dei miei figli quasi mai, perché ognuno mi ricorda un pezzo di noi. È così con parecchie altre cose che mi circondano: conservo tutto, perché tutto è parte

Se ripenso alle lezioni di musica che seguivo a scuola, inizio a sbadigliare: una noia mortale rappresentata perfettamente dal quel colore beige spento del mio piffero flauto, con cui dovevo imparare a suonare “Dolce Sentire”. Uno strazio. Non parlatemi di pentagramma, note e altro ancora: ho appiccicato due concetti in testa giusto per prendere un bel voto sulla pagella. Stop: fine della mia carriera musicale Eppure io amo la musica, fa parte della mia vita, delle mie giornate. Mi incanto ad ascoltare mani esperte suonare il piano. La musica è come

È tutto un equilibrio sopra la follia, dice una canzone famosa e, per una mamma, è forse, tutto un equilibrio sopra l’amore folle che prova per i sui figli. Equilibrio: che bella parola. Vorrei averne anche solo la metà del disequilibrio in cui vivo, invece, ogni giorno. Noi stesse – I nostri figli Ecco le due costanti. Ci si può chiedere: quanto di noi stesse dovremmo sacrificare per essere delle buone mamme? Ho sempre pensato che essere mamma è la priorità uno, ho sempre messo loro al primo posto. Senza

In questi giorni sono lontana dalla mia città. Siamo in campagna. In vacanza. In qualche modo protetti da quella che amici e parenti mi dicono essere un’atmosfera surreale, una città chiusa in un silenzio assordante, intervallato dal suono delle sirene e dal rumore degli elicotteri in volo. Per chi non era su quel ponte, ma nelle sue vicinanze, tutto è iniziato con un grande botto, di quelli di cui lì per lì non capisci il senso. Cosa sarà mai successo, ti chiedi? Non immagini di certo, che a crollare sia

Tornare ogni estate nella casa di campagna, quella che mio papà ha comprato quando è nata mia sorella, è sempre bello, ma al tempo stesso malinconico. È un tirare le somme dell’anno che è passato e fare buoni propositi per quello successivo. È avere paura di aver perso qualcosa che hai sempre avuto con te, così come è la gioia e l’orgoglio di aver conquistato qualcosa in più. Nemmeno fosse capodanno. Rivedere gli stessi luoghi per una vita, ripercorrere le stesse strade, ma non più come una bambina, non più

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