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Mamma 2.0

 Non si fa male agli animali Questa, la prima regola, tra quelle poche, ma imprescindibili, che abbiamo scritto e appeso in cucina. Perchè l’amore per gli animali, si coltiva fin da piccoli: non si tirano calci ai cani, la coda ai gatti. Non si schiacciano le formiche, non si torturano lucertole , non si staccano le zampe ai ragni… e via, quante ve ne vengono ancora in mente? Tantissime! Lo so, si pensa che in fondo siano solo bambini, che lo facciano in modo innocente, spinti dalla loro innata curiosità

Recentemente mi è stato chiesto perché non posto mai, o quasi, foto dei miei figli dove si vedano bene i loro volti. Sempre di spalle! Mi dicono. Ho già scritto come la penso,, ma oggi, in occasione dell’ennesimo appunto che mi è stato fatto, ne discutevo con mia mamma e ho riflettuto su alcuni aspetti. Generalmente, non pubblico foto dove i miei figli siano chiaramente visibili per due motivi. Il primo, è quello che temo possa esserne fatto uso improprio. Si, penso a cose orribili come la pedofilia. La seconda,

Il profumo del caffè che ti solletica le narici. Il mio risveglio per 33 anni. Ed è subito sapore di casa, di caffè latte e biscotti, oppure pane. Ritorno prima bambina e poi, ragazzina. La colazione: il momento della giornata che preferisco. Se non ho il tempo di assaporarmela, piuttosto non la faccio. Eppure io non amo il caffè. Ma vedete, quel profumo di caffè che mi ha svegliato per anni la mattina, è irresistibile. Mio papà è uno di quelli da scodellone di latte e caffè. Ogni mattina, quando

Quando siamo bambine, fare la mamma è un gioco da ragazze. Ah! La nostra bambola bellissima. La pettiniamo e lei sta lì, ferma, e sorride. La vestiamo e lei sta lì, sempre sorridente, contenta di indossare qualsiasi vestito decidiamo di metterle. È sempre pronta a venire con noi, ovunque vogliamo. Mai un No, un non voglio, un non mi piace. Ci lascia cucinare prelibatezze in pace senza arrampicarsi sui fornelli, ci lascia correre a fare la pipì senza seguirci. Ci lascia il tempo per distrarci e farci i fatti nostri:

La mastite no, non l’avevo considerata. Soprattutto a quasi cinque mesi dalla fine del mio allattamento con Amalia. No, non l’avevo mai presa in considerazione nè come possibilità mentre allattavo, tantomeno ora. E non avevo capito, quindi, quanto fosse dolorosa e spaventosa. Almeno, lo è stata per me. Ho iniziato a stare male venerdì e oggi, dopo quasi quattro giorni, un giro al pronto e la prima di sette punture di un antibiotico bomba, inizio a vedere miglioramenti. Ecco, in questi giorni quasi surreali, ho disattivato la modalità mamma. Non

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