Alla fine sta tutto qui, in tre semplici parole: LA MEZZA MISURA Questo non vuol dire vivere nella mediocrità. Vuol dire semplicemente vivere meglio. Se ci pensate, le situazioni che ci vanno strette, sono quelle senza un equilibrio: troppo stress, troppo lavoro, troppo tempo fuori casa, troppo tempo chiusi in casa…e via dicendo. Trovare la mezza misura. Non è certo semplice. Circoscriviamo la cosa al rapporto mamma e lavoro. Alert alert alert alert alert. Posso dire di aver provate entrambe le prospettive: quella di mamma lavoratrice e quella di mamma

Okey, anche per una che ama l’autunno come me, viene quel giorno d’estate. Quale?  Il primo giorno a mostrar le chiappe chiare! Si, cari miei, oggi primo giorno di mare per i MiniMe e Me. Il bilancio non è così negativo: abbiamo perso un asciugamano, non so dove, ma era della zia, non diciamoglielo. Sono stanca, ma non sconvolta. C’è stato un elevato rischio di rissa sui mezzi, è vero, ma di questo vi racconto dopo. Un’amica su due, abbandonata in spiaggia. Il mio oggi è stato un atto di amore

L’ultimo giorno del primo anno di asilo. Quello iniziato da anticipatario, poco più di due anni e mezzo di roba con un grembiulino e uno zainetto sulla schiena, mano nella mano con papà. Mentre li guardavo dalla finestra con le lacrime agli occhi, non avrei immaginato la bellissima avventura di questo anno, nemmeno avrei immaginato che qualche mese dopo, l’ultimo giorno di scuola avrei pianto ancora. No, non perché iniziano le vacanze per Matty e doppio turno h24 per mamma. Mi commuovo invece, nel vedere i faccini cresciuti di questi

“Come è piccolo, il mio non me lo ricordo così!” , esclamerà la tua amica prendendo in braccio tuo figlio la prima volta. Tu, neomamma, allora, penserai tra te e te: TU non te lo ricordi più, A ME, Invece, non succederà! Inizierai a cercare di imprimerti nella mente ogni singolo secondo e quando ti sembrerà di perderti troppe cose, scatterai una foto, una dietro l’altra.   Milioni, trilioni di foto al secondo che, nemmeno il principino George, pagine di diario scritte: il tuo primo rigurgito, la tua prima cacca,

Ci pensate mai? Spesso basta davvero poco per sentirsi bene. Un esempio? Un biglietto del parcheggio pagato. Si, avete letto bene. Vi sarà capitato di pagare il parcheggio per più tempo di quello che poi, effettivamente avete impiegato per fare quel giro, Avete mai regalato quelle ore in più, a un altro automobilista che, magari, stava parcheggiando mente voi stavate per buttare la ricevuta? Così per il puro gusto di essere gentile. Vi sarà capitato di dover affrontare un lungo viaggio in treno, acquistare una rivista che, giunti a destinazione,

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