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Riflessioni di una mamma (im)perfetta

La nostra vita, sui social, si fa presto a renderla perfetta. Si scorrono le foto e si trovano solo volti sorridenti, momenti divertenti, paesaggi incredibili, attività ludiche di ogni tipo. A volte le guardi contenta, altre le confronti con la tua di vita, e ti viene il magone. Non ti senti all’altezza. Caspita, tu le giornate no ce le hai, quelle in cui con il cazzo che hai voglia di fare la mamma in modalità Mary Poppins, ma più di tutto ti senti in modalità terminator incrociato a Hulk.  

Se lo porta ovunque, non possiamo andare da nessuna parte senza. Di cosa parlo? DELL’ORSACCHIOTTO, DELLA BAMBOLA, DELLA COPERTINA, DI QUELLO CHE IN TERMINI PSICOLOGICI VIENE DEFINITO “OGGETTO TRANSAZIONALE” . Cosa sto blaterando? Vi spiego semplicemente quanto sia importante per i vostri figli quel pupazzo, quello straccio, quel oggetto, qualunque esso sia, che lui si porta ovunque. Il primo a occuparsene e a definirlo appunto, oggetto transazionale, è stato lo psicanalista e pediatra D. W. Winnicott. Lo descrive come un passaggio fondamentale e importante per il bambino, che lo porta

Non c’è il due senza il tre, se poi, al terzo giro siamo tutti e quattro insieme, c’è ancora più gusto. Dopo la mattina al mare di mercoledì, il pomeriggio in piscina di giovedì, è arrivato anche il sabato mattina al mare con papà. Anche qui ci sono voluti quasi quarant’anni e soprattutto due figli, per riuscire a essere in spiaggia alle 7.30 del mattino. Scelta vincente, acqua meravigliosa, poca gente e quindi, asciugamani, sdraio e ombrellone (cavolo avrò il diritto di sfruttare le braccia di papà ogni tanto, no?)

L’ultimo giorno del primo anno di asilo. Quello iniziato da anticipatario, poco più di due anni e mezzo di roba con un grembiulino e uno zainetto sulla schiena, mano nella mano con papà. Mentre li guardavo dalla finestra con le lacrime agli occhi, non avrei immaginato la bellissima avventura di questo anno, nemmeno avrei immaginato che qualche mese dopo, l’ultimo giorno di scuola avrei pianto ancora. No, non perché iniziano le vacanze per Matty e doppio turno h24 per mamma. Mi commuovo invece, nel vedere i faccini cresciuti di questi

“Come è piccolo, il mio non me lo ricordo così!” , esclamerà la tua amica prendendo in braccio tuo figlio la prima volta. Tu, neomamma, allora, penserai tra te e te: TU non te lo ricordi più, A ME, Invece, non succederà! Inizierai a cercare di imprimerti nella mente ogni singolo secondo e quando ti sembrerà di perderti troppe cose, scatterai una foto, una dietro l’altra.   Milioni, trilioni di foto al secondo che, nemmeno il principino George, pagine di diario scritte: il tuo primo rigurgito, la tua prima cacca,

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