Mamme che si lamentano, che non vedono vie di uscita, che sono stanche, confuse, dilaniate tra Amore incondizionato e senso di colpa. Mamme che corrono, che si sentono in apnea, che cercano di controllare tutto, ma che spesso hanno la sensazione che questo tutto in realtà faccia il cavolo che vuole. Mamme che si sentono sole, tanto sole e ogni mattina, come guerriere, si mettono in prima linea e con qualche lacrima asciugata di nascosto con il dorso della mano, affrontano la loro giornata. C’è chi le guarda, in silenzio.

Ci sono giornate in cui sentì che potresti vincere il premio come peggior mamma di sempre. Sono quelle in cui perdi la pazienza esattamente con la stessa frequenza in cui strisci il bancomat durante i saldi. Sono quelle in cui pur di fare la doccia in santa pace, di pulire casa con più calma, piazzeresti i tuoi figli davanti alla TV a tempo indeterminato. Sono quelle in cui ti guardi dall’esterno e pensi: che orrore cosa sto combinando? Sono tante le giornate così e tante le volte in cui vorresti

Tu chiamale se vuoi, emozioni… Diceva così una bellissima canzone. Emozioni, una tavola di colori con cui disegnare e pitturare la nostra vita. Perché oggi, mi sono venute in mente? Perché io vivo di emozioni. Sono un’emotiva cronica orgogliosa. C’è dell’altro. Stamattina per, credo, la milionesima volta, ho guardato Inside Out. Rispetto agli ultimi usciti, questo secondo me, è uno dei più bei cartoni della Disney. Il primo che ho visto con Mattia per più di dieci minuti consecutivi. Adoro ogni singolo personaggio e, tutte le volte, piango. Allora, come

Qualche giorno fa un famoso personaggio televisivo postava su Instagram una propria foto scattata poco dopo il parto. Nella didascalia si leggeva un dolce messaggio per tutte quelle neo mamme che, a seguito della gravidanza, hanno visto modificare il proprio corpo non riuscendo più a conviverci serenamente. In poche parole, diceva semplicemente di dare tempo al tempo. Di non dannarsi se subito dopo il parto, la forma fisica non era ancora quella ideale. Invitava a godersi il momento, la gioia di avere tra le braccia il proprio bimbo. Poi, con

La vita è questione di prospettive. Lo dico spesso, oramai lo sapete. Me lo ripeto ogni giorno e, sempre, quando anche mi sento giù o qualcosa mi fa stare male, cerco di muovermi verso una prospettiva migliore. Un po’ la solita storia del vedere il bicchiere mezzo pieno. La vita è questione di prospettive: alcune le aspiri, altre le eviti come la peste, altre ancora le cerchi. In altre ti ci trovi buttato in mezzo, ma non avresti mai voluto finirci. In alcune ti ci trovi e ti servono per

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