(Im)Perfect Mom, la mamma (Im)Perfetta. Chi è? Sono io, siete voi. SIAMO NOI Ogni volta che facciamo del nostro meglio con i nostri figli, sapendo che, però, si può fare sempre di meglio. Ogni volta che contiamo sino a mille prima di perdere la pazienza, o almeno ci proviamo, perché arrivate a 5, stiamo già urlando come delle galline e a fine giornata, non sopportiamo più di sentire la nostra stessa voce. Ogni volta che guardando altre mamme, pensiamo ah io non lo farò mai! E invece, non solo facciamo uguale, ma anche peggio! La mamma

Da quando sono madre, nell’ incontro con altre madri, specialmente sui social, dove tutti siamo dei leoni da tastiera, ho imparato che certi argomenti vanno trattatati con cautela. Perché tirano fuori il peggio di noi, pur essendo argomenti dove noi, donne e mamme, abbiamo l’occasione di dare il meglio. Allattamento, parto, vaccini, nanna, sono alcuni di essi. Allattare al seno, allattare con il biberon. Mi soffermo solo su questo oggi, altrimenti verrebbe fuori un post stile”enciclopedia treccani”. Ho sempre pensato che le cose devono avvenire naturalmente, che una mamma contenta e

Si fa presto a dire: “andiamo in vacanza”, se con essa si intende andiamo in vacanza nellanostra casa in campagna, nella nostra casa al mare, nella nostra casa in montagna. Si sì vacanza, che termine dal suono soave, rilassante. Vacanza. Un concetto che, quando riguarda le suddette casistiche, va un attimo rivisitato. Facciamo che sarebbe meglio chiamarle “cambio d’aria”, o se vogliamo, anche “farsi il culo come al solito, ma in una location diversa”. In alcuni casi, anche “passare al livello avanzato del farsi il culo, ma con un paesaggio

La nostra vita, sui social, si fa presto a renderla perfetta. Si scorrono le foto e si trovano solo volti sorridenti, momenti divertenti, paesaggi incredibili, attività ludiche di ogni tipo. A volte le guardi contenta, altre le confronti con la tua di vita, e ti viene il magone. Non ti senti all’altezza. Caspita, tu le giornate no ce le hai, quelle in cui con il cazzo che hai voglia di fare la mamma in modalità Mary Poppins, ma più di tutto ti senti in modalità terminator incrociato a Hulk.  

Se lo porta ovunque, non possiamo andare da nessuna parte senza. Di cosa parlo? DELL’ORSACCHIOTTO, DELLA BAMBOLA, DELLA COPERTINA, DI QUELLO CHE IN TERMINI PSICOLOGICI VIENE DEFINITO “OGGETTO TRANSAZIONALE” . Cosa sto blaterando? Vi spiego semplicemente quanto sia importante per i vostri figli quel pupazzo, quello straccio, quel oggetto, qualunque esso sia, che lui si porta ovunque. Il primo a occuparsene e a definirlo appunto, oggetto transazionale, è stato lo psicanalista e pediatra D. W. Winnicott. Lo descrive come un passaggio fondamentale e importante per il bambino, che lo porta

Non c’è il due senza il tre, se poi, al terzo giro siamo tutti e quattro insieme, c’è ancora più gusto. Dopo la mattina al mare di mercoledì, il pomeriggio in piscina di giovedì, è arrivato anche il sabato mattina al mare con papà. Anche qui ci sono voluti quasi quarant’anni e soprattutto due figli, per riuscire a essere in spiaggia alle 7.30 del mattino. Scelta vincente, acqua meravigliosa, poca gente e quindi, asciugamani, sdraio e ombrellone (cavolo avrò il diritto di sfruttare le braccia di papà ogni tanto, no?)

1 2 3 24 Page 1 of 24

Search stories by typing keyword and hit enter to begin searching.